Salernitana, la contestazione dei tifosi: "Tutti colpevoli dello scempio"

Gli ultras sono in laborioso silenzio e riflettono sulla necessità di disertare oppure di scuotere calciatori e società attraverso cori che manifestino il proprio disappunto. Nel frattempo il club Peppino Soglia di Baronissi prende posizione con una nota stampa

Gli ultras sono in laborioso silenzio e riflettono sulla necessità di disertare oppure di scuotere calciatori e società attraverso cori che manifestino il proprio disappunto. Nel frattempo, mentre la squadra torna al lavoro facendo la spola tra il ritiro di Paestum e gli allenamenti a Pontecagnano Faiano, il club Peppino Soglia di Baronissi prende posizione con una nota stampa.

La protesta

"Le promesse d’inizio stagione vengono puntualmente disattese già in autunno da una società che, oltre ad essere colpevolmente assente, dimostra di non essere minimamente interessata alla nostra storia e alla nostra passione. Per noi sono tutti colpevoli di questo scempio. In primis Lotito e Mezzaroma, perché non hanno quasi mai chiarito quali sono i loro obiettivi. Quando lo hanno provato a fare, le loro sono rimaste soltanto parole. La chiarezza è mancata anche sul tema delle multiproprietà: non basta dire “ci porremo il problema quando si materializzerà”, perché a causa di risultati deludenti e delle loro politiche societarie inconcludenti, stanno soffocando la passione di un popolo a cui, ormai da anni, è vietato anche sognare. Vorremmo tanto essere smentiti. I co-patron escano allo scoperto e dimostrino con i fatti come intendano raggiungere il “massimo obiettivo sportivo possibile ossia la promozione in massima serie”, promesso nello scorso mese di aprile. Ma ci spieghino - si legge ancora nel comunicato stampa - anche perché ci si ostina continuamente a cambiare allenatori e non si è mai pensato di cambiare un direttore sportivo, nonostante quello attuale non abbia centrato gli obiettivi prefissati. L'allenatore Ventura non diventi complice e pretenda di far chiarezza per evitare di diventare la persona da sacrificare sull’altare di un altro annunciato fallimento sportivo. Avete ucciso la nostra passione, non accetteremo nessuna giustificazione. Via tutti!".

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