Salernitana-Venezia si gioca nell'Arechi deserto: le formazioni e la protesta ultras
Saranno almeno quattromila i supporter granata che sabato 30 marzo, dopo aver accolto i tifosi lagunari ai quali sono legati da un rapporto di stima, diserteranno la curva Sud Siberiano per contestare la squadra e la società. Gli ultras, tranne un gruppo, hanno disertato anche la riunione CCSC
Saranno almeno quattromila i supporter granata che sabato 30 marzo, dopo aver accolto i tifosi del Venezia ai quali sono legati da un rapporto di stima, diserteranno la curva Sud Siberiano per contestare la squadra e la società della Salernitana. Gli ultras, tranne un gruppo, hanno disertato anche la riunione promossa dal CCSC. Il Centro Coordinamento Salernitana Clubs l'aveva convocata, mercoledì sera, per riflettere sulla crisi granata e condividere una nota unica da poter poi diffondere alla città, a nome di tutto il popolo granata. Nessuna apertura e nessun passo indietro degli ultras, dopo la lettera dei co-patron Lotito e Mezzaroma. Poco seguito sugli spalti, anche a dispetto dell'iniziativa dei bilgietti gratuiti per tifosi under 14 nei Distinti.
La formazioni
La Salernitana, dunque, giocherà in uno stadio-acquario, senza suoni e senza tifo, in un contesto spettrale che ricorda molto un'altra partita giocata dai granata tanti anni fa e sempre contro il Venezia, il 19 gennaio 1997, vinta 1-0 e risolta da un gol di Vittorio Tosto. Gli ultras restarono in silenzio aspettando un gol. Stavolta si raduneranno all'esterno dello stadio, in prossimità die varchi d'ingresso della curva Sud e daranno seguito al comunicato con il quale annunciavano che avrebbero disertato. Il tecnico Gregucci, nel frattempo, si prepara ad affrontare il Venezia (conterà solo vincere, la Salernitana ha solo sei punti di vantaggio dalla zona playout) meditando un cambio di modulo. Sarà 4-4-1-1 con Micai tra i pali, difesa composta, da destra a sinistra, da Pucino, Migliorini, Gigliotti e Lopez. A centrocampo, mediani Di Tacchio-Akpa Akpro, Casasola e Djavan Anderson sulle fasce, da sfruttare magari a piedii invertiti (Orlando prima alternativa, in corso d'opera). Andrè Anderson è rientrato dall'esperienza con la Nazionale e potrebbe accomodarsi inizialmente in panchina. Gregucci, infatti, è intenzionato a dare spazio a Mazzarani, alle spalle di Djuric. Il centravanti bosniaco non ha ancora segnato in questa stagione ma dovrà adesso reggere le sorti dell'attacco che sarà già orfano di Jallow, squalificato, e di Calaiò che sta guarendo da un fastidio muscolare al polpaccio. L'ex di turno sarà Bocalon, ceduto a gennaio al Venezia.