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Immuni, al via la sperimentazione in Campania

Obiettivo è testare l’efficacia dell’app nell’individuazione degli eventuali contatti degli utenti con persone positive al Coronavirus, permettendo loro di rivolgersi al medico di famiglia o alle strutture preposte

Oltre 2 milioni di download: dopo la fase sperimentale in Abruzzo, Puglia, Marche e Liguria della scorsa settimana, per Immuni si è aperta la sperimentazione in tutta Italia. Obiettivo è testare l’efficacia dell’app nell’individuazione degli eventuali contatti degli utenti con persone positive al Coronavirus, permettendo loro di rivolgersi al medico di famiglia o alle strutture preposte.

Privacy tutelata

L’app non prevede la geolocalizzazione degli utenti, né richiede dati personali sensibili all’atto dell’installazione sul proprio smartphone, a garanzia di tutela della privacy: tutela garantita ulteriormente da Mobisec, azienda che dal 2017 certifica la cyber security in ambito mobile. I test effettuati, attraverso procedure di hacking “white hat”, hanno consentito a Mobisec di analizzare l’architettura dell’app e il suo funzionamento una volta installata su dispositivo mobile, individuando quali potessero essere i punti deboli e di attacco su cui un hacker avrebbe potuto agire: sono così state isolate le possibili vulnerabilità dell’app e i rischi, come la mancanza di protezione durante la trasmissione, l'utilizzo e il processo e la conservazione delle informazioni.

Il dato

In conclusione, l'app richiede un solo dato “sensibile”, ovvero l’inserimento della propria Regione e provincia di appartenenza: gli utenti sono identificati da codici di prossimità generati casualmente e variabili più volte nel corso della giornata, il che rende possibile però individuare l’eventuale contatto, per prossimità, con un soggetto positivo.

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