Commercio a Baronissi: l'allarme della Cia Irno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

La Cia Irno è una associazione che unisce tutti i commercianti di Baronissi, di diversi comparti e, soprattutto, di diversa estrazione ideologica, nata con lo scopo di tutelare il commercio a Baronissi, all’interno di un comparto tra i più colpiti dalla grave emergenza sanitaria ed economica che ormai da più di anno ha investito la nostra cittadina e il mondo intero. In virtù di questo fatto, ritiene, la CIA Irno scandaloso che il consiglio comunale abbia approvato, in corso d’opera, dopo cioè che sono state regolarmente protocollate le sette candidature,la modifica al regolamento della consulta. Nello specifico ricordiamo che si è “corsi” a modificare la parte del regolamento riguardante l’elezione del consiglio direttivo(e poi del presidente)  apponendo il divieto per chiunque ricopra incarichi politici , di poter essere investito della carica di presidente.

Qui non si sta solo violando di fatto l’indipendenza del comparto del commercio, ma si sta tentando di ledere diritti costituzionalmente sanciti .

È inspiegabile questo improvviso cambio di rotta del primo cittadino, la tutela del commercio passa anche per la garanzia e la tutela di libertà personali e di categoria imprescindibili.

Non si può pensare di andare a confronto, essee propositivi per il bene comune del commercio e di Baronissi tutta con un’amministrazione che colpisce e mina i diritti di una categoria, per togliersi indirettamente qualche sassolino dalla scarpa .

Tutte le azioni che la Cia Irno ha svolto sono state  sempre dettagliatamente documentate, ed è per questo che su  iniziativa di Filippo Tura , componente del direttivo, è stato protocollato un documento in cui si auspicava un ripensamento circa le scellerate scelte  dell’amministrazione,  in caso contrario ci sarebbero state le dimissioni immediate di 20 dei  23 membri dell’organo, facente parti  della  Cia Irno ma non solo.

Ci  si chiede poi perché tale documento inviato al consiglio non sia stato  allegato alla delibera, nonostante la chiara volontà dei suo firmatari.

Con le dimissioni di 20 membri su 23 è decaduta la possibilità di formare l’organo consultivo, a tale proposito la Cia Irno comunica che nessuno tra  i  membri del direttivo e degli iscritti e si riscriverà alla Consulta fino a quando non verrà ripristinato il regolamento ...intanto cosa ancor più grave a Baronissi si respirerà un’aria sempre meno democratica e partecipativa. La libertà e la partecipazione non sono beni esclusivi per pochi , se ne faccia una ragione l’amministrazione tutta. 

Non è la prima volta che l’amministrazione comunale si presenti sorda alle richieste dei commercianti. Nello specifico non si può non citare l’ esonero da noi definito bluff, circa le proposte relative alla gestione della Tari. Ribadiamo a gran voce, sia inaccettabile vincolare un beneficio ad una presunta irregolarità pregressa ,alla luce poi della situazione attuale.

L’opera di distruzione del commercio, inspiegabilmente intrapresa non ci inibirà a continuare a proposte , propositi e proteste fatte con lo scopo comune di tutelare il commercio e la dignità dei commercianti nel nostro Comune e se serve si andrà oltre , nessun atto o regolamento ci farà desistere nel nostro fine

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