"Mia figlia positiva: nessun tracciamento dei contatti e app non funzionante": la denuncia del dottor Palladino

La denuncia del primario: "Non siamo affatto tutelati né tantomeno protetti da una allegra organizzazione sanitaria allestita per far fronte al Covid"

Una denuncia amara, quella del dottor Remo Palladino, primario della divisione di Otorinolaringoiatria dell’Umberto I di Nocera Inferiore che, dopo aver scoperto la positività della famiglia, ha raccontato su Facebook la sua esperienza.

Il post del dottor Palladino

Sono stufo di essere continuamente mortificato come professionista e come cittadino dai continui proclami , dalle continue promesse e dalle dubbie certezze che pubblicamente e senza vergogna vogliono farci credere. Non siamo affatto tutelati né tantomeno protetti da una allegra organizzazione sanitaria allestita per far fronte al Covid. A tal proposito e con estrema e documentata certezza vi racconto brevemente il mio recente vissuto così che ciascuno, in maniera del tutto impotente, ne trarrà sterili conclusioni. 

Giovedì 22 ottobre scorso purtroppo mia figlia presenta febbre elevata e sintomatologia simil influenzale, nel dubbio venerdì, giorno dopo, sfruttando fortunatamente ed arbitrariamente il ruolo che occupo riesco ad effettuare un tampone nasofaringeo che mi viene prontamente refertato positivo al Covid. A questo punto si inceppa il percorso:  ad oggi non una telefonata dall' Asl per tracciare i contatti; impossibile rapportarsi all' applicazione Immuni giacché inutilizzabile perché non funzionante. Confusione ed indisponibilità a poter praticare da parte di tutti coloro più prossimi alla paziente tamponi che solo oggi per cortesia e disponibilità di un laboratorio privato al costo di 80€ sono stati eseguiti e il caso vuole che uno di essi sia risultato positivo, proprio nel momento in cui compare anche la sintomatologia. 

Ma ci sentiamo sicuri perché ci viene riferito che il tutto è stato denunciato alla Regione Campania.  E chissà quanti altri sintomatici emergeranno da quel contatto con mia figlia, a sua volta contagiata da circostanze analoghe!  La morale è che tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare e siamo ben consapevoli delle difficoltà ma non è giustificato prenderci in giro raccontandoci lucidamente fandonie , laddove, invece, dovrebbero mortificarsi  di mentire spudoratamente.  Qualcosa non torna e non è più il caso che si continui ad offendere le nostre coscienze perché questa volta gli interessi personali tozzano   gravemente e colpevolmente con il cosiddetto diritto della salute.  L'ultimo mio dubbio è che, alla luce di tanta chiara confusione, forse c'è un disegno che mi sfugge!
 

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