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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Allarme Covid, De Luca avverte: "Nessuna distrazione o sarà un'ecatombe"

Numerosi gli argomenti trattati, sempre sul tema sanità, dal governatore nel suo intervento al giuramento d'Ippocrate tenutosi al Teatro Augusteo di Napoli

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha oggi partecipato alla cerimonia per il giuramento di Ippocrate dei giovani laureati in Medicina di Napoli tenutasi al Teatro Augusteo. Numerosi - riportano i colleghi di Napolitoday - gli argomenti sui quali ha spaziato nel corso del suo intervento, dalla situazione Covid agli ospedali, dai 'No vax' alle risorse destinate al comparto sanità.

Sulle risorse destinate alla sanità: "Campania ancora penalizzata"

De Luca è tornato a evidenziare lo squilibrio nella distribuzione dei fondi destinati alla sanità tra le diverse Regioni del Paese.
"Quindici anni fa si decisero alcuni criteri: l'età anagrafica della popolazione, e noi siamo la più giovane e i più penalizzati, ma c'erano altri criteri, la deprivazione sociale, il livello di reddito, e il tasso di mortalità – sono state le parole del presidente della Regione – In 15 anni hanno adottato un solo criterio, l'età anagrafica, degli altri se ne sono dimenticati. Risultato: la Campania riceve 300 milioni di euro in meno rispetto alla media nazionale. E nonostante tutto abbiamo retto in questi 2 anni". "La settimana scorsa – ha spiegato ancora – abbiamo presentato a Roma la certificazione delle spese sostenute nella lotta al Covid. Noi abbiamo certificato 520 milioni di euro. La Lombardia 1.800, Emilia Romagna e Lazio 800 circa, 300 milioni in più di noi. Ora, non voglio indagare sulle spese fatte da altre Regioni perché non sarebbe corretto ed elegante, ma se è questo il dato quando poi dobbiamo distribuire 4 miliardi di euro di fondi europei per la Sanità, almeno in quella circostanza, volete riequilibrare le risorse tra Campania e il resto d'Italia, sì o no? Fanno finta di non sentirci".

"Ospedali sotto casa? Basta porcherie clientelari"

Il governatore ha parlato anche della situazione della sanità regionale. "Ogni tanto c'è qualche scienziato che si inventa qualche richiesta corporativa di fare l'ospedale sotto casa. L'ospedale sotto casa non si può fare più perché sennò rimbocchiamo la strada dei 9 miliardi di euro di debiti sanitari. Siamo usciti dal commissariamento a dicembre 2019, ma siamo sottoposti a un piano di rientro triennale controllato dal ministero dell'Economia e della Salute. Non possiamo darci alla pazza gioia, noi siamo usciti anche perché abbiamo presentato un piano di rientro credibile. Dobbiamo imparare a fare le persone serie e accettare noi da Napoli la sfida dell'efficienza, anche nel campo sanitario. Abbiamo assunto un impegno a mantenere i conti in equilibrio e li manterremo costi quel che costi, porcherie clientelari, per quello che mi riguarda, non se ne fanno più". "Finché ci sono io qui, e ci starò a lungo, non si faranno mai debiti, perché non ho alcuna intenzione di lasciare miliardi di euro di debiti a quelli che verranno dopo di me", ha poi aggiunto.

Chi assalta i pronto soccorso deve andare in galera

Una parentesi anche sulle frequenti episodi di aggressione nei pronto soccorso. "Abbiamo un problema delicato per quanto riguarda i pronti soccorsi e ci auguriamo che sempre più in Italia si affermi la linea della responsabilità. Se vai a fare un assalto in un pronto soccorso – ha affermato il governatore – te ne devi andare in galera. Come si fa a tollerare cose del genere, a lasciare esposti medici, infermieri, personale che è in trincea? Hanno fatto un assalto all'Umberto I a Roma e non è successo niente, che razza di Paese è questo?".

Sull'emergenza Covid: "Nessuna distrazione o sarà un'ecatombe"

Dal presidente De Luca un appello a tenere alta la guardia sulla pandemia. "Dobbiamo fare attenzione perché ci facciamo male – ha spiegato – Sento alcuni che con grande irresponsabilità guardano a chi non si vaccina dicendo 'dobbiamo fare un lavoro di persuasione'. Che bella espressione. Chi deve decidere poi nelle Istituzioni, il tempo per fare questo lavoro non ce l'ha, lo può fare il monsignore, la chiesa, le parrocchie. Per me due mesi prima o dopo significano la differenza fra la salvezza di una regione e l'ecatombe".

"Dobbiamo essere molto preoccupati perché rischiamo di avere la sovrapposizione tra patologie non distinguibili tra dicembre e gennaio perché se esplode l'influenza normale avremo l'ingolfamento degli ospedali. La mia preoccupazione più grande è che la ricaduta negativa di questa onda di irrazionalità e di irresponsabilità che stiamo vivendo in queste settimane è – ha detto ancora – sui bambini perché si sta rallentando la campagna di vaccinazione, anche quella è obbligatoria e non è un atto di repressione ma di civiltà. Stiamo attenti perché stiamo creando questo clima di preoccupazione irrazionale". E ancora, rivolgendosi ai medici in sala, De Luca ha concluso: "Dobbiamo completare la terza dose per il personale sanitario, guai a noi se non abbiamo più ospedali sicuri. La terza dose è obbligatoria e se c'è qualche creativo che non intende farsela, se ne va a casa. Punto e basta e non perdiamo altro tempo". 

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