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De Luca: "Ho fatto quarta dose e anti-influenzale. Il ministro sui vaccini? Non credibile"

Il governatore, durante il consuento appuntamento del venerdì sui social, ha affrontato vari temi tra cui l'autonomia differenziata e la guerra in Ucraina

Vincenzo De Luca a tutto campo dall’Autonomia Differenziata alla campagna vaccinale anti-Covid. "Abbiamo ascoltato la dichiarazione del ministro della Salute, che ci ha comunicato che nei prossimi giorni farà partire una grande campagna di sensibilizzazione relativa al vaccino Covid e antinfluenzale. Vorrei dire con spirito cristiano all'attuale ministro della Salute: caro ministro, ma con quale credibilità e quale faccia noi andiamo a rilanciare oggi una campagna di vaccinazione contro il Covid e contro l'influenza dopo aver riportato al lavoro i medici no vax?". "Quella decisione di riammettere i no vax - ha aggiunto De Luca - non ha riportato alcun beneficio al personale sanitario, è stata una decisione irresponsabile. In ogni caso io ho già fatto la quarta dose con il vaccino antinfluenzale, braccio sinistro e braccio destro contemporaneamente. Invito quindi i miei concittadini a dare retta alla Regione Campania, invece delle fesserie che come sempre vengono raccontate dal Ministero della Salute, come è capitato prima e come capita ancora oggi".

L’autonomia differenziata

Il governatore è poi tornato sulla battaglia contro la bozza Calderoli: "La Regione Campania è impegnata da anni in una battaglia contro un'idea devastante dell'autonomia differenziata delle regioni. Abbiamo riavviato questa battaglia dopo che il ministro Calderoli ha presentato una bozza di ddl che avrebbe dovuto concretizzare l'autonomia differenziata. Questa volta abbiamo registrato un grande interesse anche di altre Regioni meridionali e non solo, rispetto ai rilievi critici avanzati dalla Campania da anni. Mentre in passato eravamo soli a fare questa battaglia, oggi vedo che il fronte si è allargato". "Si immagina di avviare un percorso di nuova autonomia differenziata fra le Regioni in maniera tale da rompere l'unità nazionale e penalizzare ulteriormente il Sud", ha aggiunto De Luca. Il disegno di legge Calderoli, una bozza ma ci è stato presentato così, “è assolutamente insostenibile". "Prima decidiamo i livelli essenziali di prestazioni e i costi standard, poi andiamo avanti. Fermo restando che l'unità nazionale è un bene sacro e inviolabile, in modo particolare in rapporto a mondo della scuola e tutela della salute dei cittadini italiani", ha aggiunto De Luca. "Qualcuno - ha proseguito il governatore - immagina che l'autonomia differenziata possa valere per il mondo della scuola e per il personale sanitario. Qualcuno immagina cioè di poter fare contratti regionali integrativi per il personale scolastico e sanitario. Questo significherebbe davvero spezzare l'unità nazionale. Per la scuola anche sul piano ideale e formativo, la scuola è il luogo di formazione delle giovani generazioni e di trasmissione dei valori, se anche i programmi scolastici diventano materia di politica politicante, buonanotte. Ma se il per il personale sanitario e scolastico immaginiamo contratti integrativi regionali, è chiaro che si avvia un altro processo di mobilità dal Sud al Nord, perché se garantisci a un docente o a un sanitario 2mila euro al mese in più il Sud rischia di essere desertificato anche dal punto di vista di questi servizi essenziali di civiltà". 

La guerra in Ucraina

Sulla guerra in Ucraina "mi auguro che il Governo italiano assuma una posizione seria, siccome ci sarà una discussione a breve anche sulle nuove armi da inviare". Secondo De Luca "mandare all'Ucraina armi esclusivamente difensive, ma rendendo esplicito l'invio di queste armi. Abbiamo il diritto di sapere cosa mandiamo in Ucraina. Poi, nel momento in cui diamo armi difensive all'Ucraina, dobbiamo impegnare il Governo italiano a prendere un'iniziativa con i Paesi dell'Europa in raccordo con gli Stati Uniti per avanzare formalmente una proposta di cessate il fuoco a Russia e Ucraina. Mi auguro di non sentire più le posizioni assolutamente ottuse che abbiamo sentito in questi 9 mesi, cioè “armi e basta”. Non è accettabile". Sull'episodio dei missili caduti in Polonia, De Luca ha aggiunto: "E' un episodio che poteva diventare drammatico e sul quale, come avviene ormai da mesi, hanno tentato un'operazione di truffa mediatica. Ormai lo schema che in Occidente hanno adottato è questo: è in atto una guerra della civiltà contro la barbarie, della democrazia contro l'autoritarismo. Questa impostazione del problema è una grande truffa e una grande menzogna. Quando è caduto il missile in Polonia, per le prime due ore ci hanno raccontato che la Russia aveva bombardato la Polonia. Non ci voleva molto a capire che la Russia ha tanti di quei guai che l'ultimo interesse è quello di allargare il conflitto contro la Nato, ma questo fa parte di considerazioni di buon senso. Dopo le prime due ore hanno cominciato a raccontare che forse era un incidente. Dopo 48 ore ci hanno raccontato che era un missile lanciato dall'Ucraina per difendersi dal bombardamento russo, precipitato in Polonia. Questo episodio ci dice che siamo arrivati a un punto tale del conflitto in Ucraina che l'incidente è possibile sempre, è dietro l'angolo, e con un incidente o un errore di lancio di un missile noi possiamo arrivare davvero alla guerra mondiale. Mi domando cosa stiamo aspettando per mettere in piedi un'iniziativa di pace seria, come proposto nella prima manifestazione per la pace che c'è stata in Italia, quella di Napoli a piazza Plebiscito, l'unica vera manifestazione per la pace di popolo e di giovani" ha conclude De Luca. 

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