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Covid, De Luca: "Perchè in due anni e mezzo l'Italia non è riuscita a produrre un vaccino?"

Nuove bordate del presidente della Regione Campania al Ministero della Salute: "In questi due anni e mezzo sul Covid il 99% del lavoro lo hanno fatto le Regioni. Il resto solo propaganda"

"Il Ministero sedicente della Salute avrebbe dovuto fare una cosa: lavorare per produrre in Italia un vaccino anti-Covid. Sono passati due anni e mezzo. A maggio del 2020 ci si diceva, ovviamente, non è immaginabile produrre in pochi mesi un vaccino. Ci vogliono quattro, cinque, sei mesi. Bene. In due anni e mezzo possiamo andare sulla Luna se lavoriamo alla tedesca. Non lo ha fatto". Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca si è espresso nel corso del suo intervento al convegno "Pnrr: quale occasione per il futuro della sanità del Meridione?" presso l'Unione Industriali di Napoli. "Ma è mai possibile che in due anni e mezzo l'Italia non riesca a produrre un vaccino? Magari anche su licenza di Pfizer, dei tedeschi, degli americani. In questi due anni e mezzo il 99% del lavoro lo hanno fatto le regioni. Tutto il resto hanno fatto solo propaganda. Le regioni hanno anticipato le risorse per il Covid. Ad oggi i due terzi dei fondi anticipati dalle regioni non ce li hanno restituiti", ha aggiunto il governatore. 

I fondi per la sanità 

'La sfida della sanità è pienamente in corso. E' del tutto aperta ma per vincerla mancano alcuni presupposti e il primo sono le risorse per il personale''.De Luca ha ricordato che il Pnrr ''dovrebbe servire soprattutto a realizzare una rete di medicina territoriale con centinaia di case di comunità e ospedali di comunità nei territori. Ci sono le risorse per le strutture - ha aggiunto - ma non per pagare il personale e dunque rischiamo di fare una grande operazione propagandistica alla quale non fa seguito nulla di sostanziale''. Il governatore ha sottolineato che in Campania ''abbiamo un problema in più: il riparto assolutamente vergognoso del fondo sanitario su cui continuiamo a non avere risposte''. Secondo i numeri riferiti, in Campania ci sono ''almeno 10mila unità in meno di personale sanitario rispetto alla popolazione residente e questo ha una ricaduta su tutto. sulle strutture, sui pronto soccorso, sulle prestazioni di laboratorio che dobbiamo incentivare nei settori pubblici. In Campania continuiamo a pagare un orientamento nazionale che francamente è intollerabile''.

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