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De Luca: "Io familista? Porcate contro i miei figli". E sull'Autonomia: "Sì al referendum, ma il Sud dorme"

Il governatore della Campania a tutto campo durante la "Repubblica delle Idee"

"I miei figli sono andati a lavorare all'estero, si sono laureati, hanno la loro vita professionale e si sono guadagnati la vita. Contro di loro sono state delle vere porcate, per attaccare me. Se ho un rimorso è per il male che ho fatto ai miei figli, perché per attaccare me hanno fatto porcate nei confronti di due ragazzi che vogliono vivere la loro vita". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenuto a "La Repubblica delle idee" in corso a Napoli. Intervistato da Francesco Merlo, De Luca è andato su tutte le furie quando gli è stata citata l'accusa di "familismo" per la carriera politica dei suoi due figli, Piero, oggi deputato del Pd, e Roberto, già assessore comunale a Salerno. "Basta con questa storia barbara del familismo - ha aggiunto De Luca - si offende la dignità della persona. Mio figlio deve chiedere il permesso a qualcuno per fare un'esperienza politica? Vergognatevi, è un paese di barbari. Mattarella aveva un padre ministro e un fratello presidente di Regione, è familista? Perché nessuno lo dice? Perché siamo un paese di ipocriti. I miei figli si sono guadagnati la vita. Io mi sono mutilato la vita per fare quello che ho fatto. Nessuno si permetta di aprire bocca. Siamo arrivati al punto che un povero cristo non può esercitare i suoi diritti costituzionali perché viene aggredito in una maniera barbara. Al mio secondo figlio hanno assoldato dei camorristi per registrare dei video falsi. Cose inimmaginabili"

La battaglia contro l'Autonomia

Il governatore ha definito l’autonomia differenziata un “contro risorgimento, stiamo facendo il percorso inverso per costruire l’unità d’Italia”. Poi ha chiamato in causa anche il Sud “che non sta lottando, dorme in piedi” e aggiunge: “Se passa la legge abbiamo un solo strumento, il referendum abrogativo, prepariamoci a farlo se abbiamo voglia di difendere l’unità d’Italia”. E ancora: "Se vi devo dire che ho trovato voglia di combattere al Sud non è vero il sud sta dormendo in piedi rispetto alla pericolosità della situazione, non abbiamo fatto niente”. De Luca, inoltre, poi ha paventato problemi per scuola e sanità: “Per quanto riguarda la sanità significa che le regioni che ottengono l’autonomia possono aggiungere alle retribuzioni previste dal contratto nazionale di lavoro un contratto integrativo regionale, possono raddoppiare le retribuzioni – ha spiegato – questo significa che il sud è morto perché avremo una migrazione spaventosa. Significa la sostanziale distruzione della sanità pubblica nazionale e il ragionamento analogo si può fare per la scuola pubblica”. “Tutto questo significa la rottura dell’unità nazionale, se passa la legge abbiamo un solo strumento, il referendum abrogativo prepariamoci a farlo se abbiamo voglia di difendere l’unità d’Italia” ha concluso De Luca.

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