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De Luca: "Da Meloni stile da stracciarola, dovrebbe scusarsi". Sul terzo mandato: "Non tocca la Campania"

Il presidente della Regione controreplica a tutto campo alle critiche del presidente del consiglio che, ieri, da Porta a Porta, aveva risposto alle sue critiche al Governo nazionale in materia di fondi europei

Dopo la replica di Giorgia Meloni alle offese rivoltele nei giorni scorsi dal governatore della Campania Vincenzo De Luca - in un audio ripreso da La7 mentre conversava con i giornalisti alla Camera - quest'ultimo torna ad attaccare il presidente del consiglio controreplicando alle sue ultime dichiarazioni rilasciate a Porta a Porta. "È in atto da parte della presidente del Consiglio e di forze della maggioranza di Governo una campagna di falsificazione dei dati che riguardano la Regione Campania. C'è un motivo molto semplice: hanno valutato che De Luca è uno che non si piega e non si vende, e dunque va colpito. Hanno valutato anche che l'esperienza di governo della Regione Campania è un'esperienza di avanguardia e ovviamente questo dà fastidio, perché sfugge all'immagine tradizionale del Sud cialtrone e inefficiente". "C'è una campagna di aggressione mirata e di falsificazione - ha aggiunto De Luca - che si accompagna sempre all'aggressione politica perché c'è bisogno di colpire la credibilità. Dobbiamo stare attenti, non possiamo dare spazio a chi adotta lo stile 'stracciarola', fatto di volgarità, di approssimazione, di mistificazioni e di arroganza. Dobbiamo evitare di dare spazio a questi atteggiamenti, perché servono a distrarre l'opinione pubblica dai problemi concreti".

Le critiche alla premier

Per il governatore della Campania "l'unico che ha offeso con dichiarazioni insultanti è stato il premier, negli atti pubblici, non nelle stupidaggini rubate che in un paese civile non contano nulla". "Dire a centinaia di sindaci andate a lavorare con toni di razzismo intollerabile. Il premier avrebbe dovuto chiedere scusa ai sindaci che rappresentano milioni di cittadini, non perché nominati come avviene in Parlamento ma in quanto eletti direttamente. Dovrebbe scusarsi anche chi dice 'me ne frego' a qualche presidente di Regione. Abbiamo conosciuto la sottocultura del 'me ne frego', sarebbe consigliabile per il premier uscire da quella temperie sottoculturale. Qualche anno fa il premier guidava allegramente in via del Corso un corteo contro le vaccinazioni covid. Ricordo le sparate demagogiche sull'abolizione delle accise, il numero chiuso a medicina, si prometteva tutto a tutti. Quel tempo dovrebbe essere concluso".

La sfida al confronto tv

De Luca, poi è tornato a sfida la leader di Fratelli d'Italia: "Mi è stato riferito che ieri il presidente del Consiglio si è esibito in una performance. Visto che il presidente del Consiglio mi tira in ballo, io la ringrazio per l'attenzione perché mi sta facendo diventare l'antagonista principe del Governo. Ma non è questo il mio obiettivo, io sono un modesto artigiano della politica, mica sono uno statista a livello della Meloni.Visto che mi tira in ballo ogni volta - ha aggiunto De Luca - vorrei proporle per l'ennesima volta un dibattito pubblico sulla Campania, sui fondi europei, sulla capacità di spesa, sui problemi della trasparenza. Mi dia questa consolazione, si decida: o mi lascia in pace o, se mi tira in ballo, facciamo un dibattito pubblico. Avrò la consolazione di spiegarle cose per le quali non ha molta familiarità, come la gestione dei fondi europei che, come è del tutto evidente, non è materia molto conosciuta dal nostro premier".

I fondi investiti

Il governatore ha citato dei dati sugli investimenti relativi ai finanziamenti europei replicando sempre alla premier:  "Uno degli argomenti utilizzati in quella sgangherata performance della presidente del Consiglio è: 'Avete miliardi a disposizione e non riuscite a spenderli, e ci chiedete altri soldi'. È sbagliato, onorevole Meloni. Lei non ha capito. Nel programma 2014-2020 in Campania le risorse impegnate sono più dell'85%, altro che soldi non spesi. Qui si è speso tutto, le risorse sono tutte impegnate, risorse libere non ce ne sono. Quindi un conto è l'impegno di spesa, che c'è quasi in toto, quindi è falsa l'immagine che si dà di miliardi non utilizzati, altra cosa è la rendicontazione della spesa. E qui c'è una differenza profonda tra chi spende per dare contributi, alle imprese o ai singoli soggetti, e chi impiega le risorse europee per iniziative strutturali, opere pubbliche. È chiaro che nel secondo caso i tempi di rendicontazione sono più lunghi. In ogni caso siamo al 35% e si badi: il programma termina fra due anni. La rendicontazione la facciamo a dicembre 2025, che senso ha immaginare oggi di fare questa rendicontazione?". E sul ruolo della Campania aggiunge: "La Campania è pronta a firmare l'accordo sui fondi Ue domani mattina, doveva essere la prima regione per uso fondi FSC con governo, perché è l'area di maggiore sofferenza sociale d'Europa, un governo serio avrebbe deciso questo, di siglare prima l'accordo di coesione con Campania, poi con le altre. E' stata una gravissima mancanza di rispetto per le nostre comunità". 

Il caso "sagre"

La polemica è continuata sui fondi per le sagre: "A proposito della performance di ieri della Meloni e a proposito delle sagre. Mi hanno mandato una copia di un giornale del 25 luglio 2022, nel quale si scrive che il partito di Giorgia Meloni ha in programma di toccare le principali feste popolari della Campania. Il segretario regionale invitava gli elettori della Meloni ad andare in giro per sagre. Onorevole Meloni, una Regione da' 10mila e 20mila euro ai Comuni e alle Pro loco che poi organizzano la sagra. Ma ci si puo' ridurre da presidente del Consiglio a questi livelli di volgarita' e di cialtroneria? Le sagre?". 

Il terzo mandato

De Luca, infine, è intervenuto sul dibattito nazionale sul terzo mandato dei presidenti di Regione, a seguito della bocciatura dell'emendamento proposto dalla Lega. "La Campania del tutto indifferente perchè non ha recepito la legge nazionale sui due mandati. Quindi noi assistiamo da osservatori a questo bel dibattito totalmente demenziale - ha aggiunto - La sostanza del dibattito e' che tutti i nominati in Parlamento hanno paura del voto libero. Questo lo devono decidere i cittadini. Noi siamo in fase zen, ci limitiamo solo a rilevare che tra le tante idiozie di questo paese c'e' anche l'idiziosa sul terzo mandato". 

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