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De Luca: "Perchè votare il Pd? Difficile dare una risposta". Poi parla del Reddito e di Zelensky

Il governatore della Campania è stato ospite, ieri sera, della trasmissione "Zona Bianca" di Rete Quattro

Un fiume in piena, ieri sera, il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha partecipato alla trasmissione Zona Bianca in onda su Rete Quattro.  Si è soffermato a lungo a parlare della sconfitta subita dal Pd alle elezioni politiche del 25 settembre, ma anche delle criticità del Reddito di Cittadinanza e della guerra in Ucraina.

Le colpe del Pd

 Il partito democratico deve porsi l'obiettivo "di trovare un equilibrio tra gli interessi della povera gente e del mondo del lavoro, gli interessi dell'imprenditoria dinamica e dei ceti professionali. Il pd può e deve fare questo. E se fa questo realizza sviluppo, pace sociale e unità nazionale. Per questo occorre un programma chiaro". Per De Luca nel partito "non c'è chiarezza programmatica. Il Pd si è presentato perdendo alcuni valori fondamentali. La pace, il lavoro, il sud. Sono scomparsi. Si continua a balbettare sulla giustizia, la sicurezza, la distruzione della autonomie locali. E il mondo giovanile, che sta vivendo una crisi con fenomeni sconvolgenti. Di fronte a tutto questo una forza riformista deve parlare chiaro e fare delle scelte. Tutto questo non è avvenuto. Mi auguro che avvenga nei prossimi mesi". Letta – ha proseguito De Luca - ha dato una prova di grande di dignità per la scelta fatta dopo elezioni, assumendosi la piena responsabilità della sconfitta, riconoscendo gli errori ammessi. Bisogna riconoscere che Letta ha ereditato quei vuoti di programma di cui ho parlato. C’è un problema di vita interna. Il Pd ha ereditato il peggio della tradizione democristiana e del trasformismo storico: il correntismo sfrenato fino a logiche tribali e il centralismo democratico, lontano dai territori e dal rispetto della persona. E in più ha maturato una lingua morta nel rapporto con la società italiana".

Il futuro politico

 "Credo che l'Italia abbia bisogno di un grande partito capace di svolgere le funzioni che svolgono le socialdemocrazie o il partito democratico americano. Cioè un partito in grado di trovare un equilibrio fra gli interessi della povera gente, del mondo del lavoro e gli interessi dell'imprenditoria dinamica, dei ceti professionali. Il Pd può e deve fare questo. E se fa questo realizza contemporaneamente sviluppo, pace sociale ed unità nazionale. Ovviamente per farlo occorre un programma chiaro". Ne è convinto De Luca che ha aggiunto: "In questa campagna elettorale spesso mi sono sentito fare questa domanda: perchè votare per il Pd. Una domanda primordiale, ma era difficile trovare una risposta perchè non c'è chiarezza programmatica. Perchè il Pd si è presentato avendo perduto alcuni valori fondamentali: la pace, il lavoro, il Sud sono scomparsi. E poi per alcuni vuoti programmatici a mio parere gravi su temi decisivi: la giustizia, si continua a balbettare; la sicurezza; la palude burocratica; la distruzione della autonomie locali. E poi una grande questione che non viene affrontata: il mondo giovanile sta vivendo una crisi, dei fenomeni sconvolgenti. Micro delinquenza, cyberbullismo, autolesionismo, perdita di valori. Bene, davanti a tutto questo una forza riformista deve parlare chiaro e fare delle scelte. Tutto questo non è avvenuto, mi auguro che avvenga nei prossimi mesi, nelle prossime settimane".

Le critiche al Reddito

De Luca ha preso di miro anche la misura economica cara al Movimento Cinque Stelle: "Il Reddito di cittadinanza dev'essere mantenuto e potenziato per la vera povera gente. Ma dobbiamo evitare di confondere necessità di aiuto alla povera gente con il parassitismo"."Non so cosa farà la Meloni - ha conclude De Luca - mi auguro che si facciano le modifiche necessarie per evitare le degenerazioni clientelari e truffaldine così come è stato finora applicato il reddito di cittadinanza". 

La guerra in Ucraina

Infine, De Luca si è soffermato anche sul conflitto con la Russia. E parlando del presidente ucraino ha detto: "Lo abbiamo appoggiato, lo abbiamo difeso, lo abbiamo ammirato per la capacità di resistenza messa in campo dall'Ucraina. Debbo anche dire che se avessimo seguito alcune richieste di Zelensky, e cioè la copertura aerea della Nato saremmo già alla guerra nucleare". "Nel momento in cui l'Occidente si carica di fornire all'Ucraina aiuti militari ed economici, non può dire decido io. Decidiamo insieme il percorso di pace di avviare".

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