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Nuovo Dpcm 15 gennaio: ecco cosa dovrebbe cambiare anche in Campania, nelle zone gialle riaprono i musei

In particolare, la stretta sulla movida è stata confermata nella bozza del Dpcm che dovrebbe essere adottata, a ore, dal premier Giuseppe Conte

La bozza del nuovo Dpcm 15 gennaio è stata illustrata ieri dall'esecutivo in una riunione con le Regioni, i Comuni e le province del ministro della Salute Roberto Speranza. Il decreto ministeriale è stato successivamente discusso nel consiglio dei ministri convocato in serata alle 22 e 20 e conclusosi poco prima della mezzanotte, mentre sempre in serata è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n. 2 14 gennaio approvato dal Cdm del giorno prima. Nelle nuove regole ci sono limitazioni per le visite ad amici e parenti nelle zone rosse e arancioni e la stretta su bar e ristoranti e la riapertura delle scuole il 18 gennaio, zone rosse e arancioni permettendo. Intanto, nonostante i numeri del Bollettino della Protezione Civile dicano che non è più così scontata (ma l'indice di contagio Rt è previsto in salita nel report dell'Iss), c'è chi preconizza l'arrivo della Terza Ondata dell'epidemia e chi teme per il piano vaccini.

Come riporta Today.it, secondo il testo della bozza del provvedimento, che deve essere ancora adottato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, viene certificato il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l'inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio alto o, ancora, con un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso. Ci sono però alcune modifiche rispetto all'impianto legislativo che il governo aveva portato in consiglio dei ministri il 13 gennaio scorso:

-Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo;
-fino al 5 marzo sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa; 
-sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Continuerà ad essere consentito anche il ritorno alla residenza, al domicilio e all'abitazione principale per chi si trova fuori per ragioni di lavoro mentre non sarà consentito andare a trovare i propri genitori autosufficienti al di fuori della propria regione (ma è consentito farlo se non sono autosufficienti, sempre con autocertificazione). In questo caso si potrà spostare solo una persona. Il decreto legge 14 gennaio n.2 ha poi confermato la deroga che consente di ricevere a casa propria non più di due persone, eventualmente con bambini al di sotto dei 14 anni o con disabili a carico, per una sola volta al giorno e rispettando gli orari del coprifuoco (ma è consentito il pernottamento). Allo stesso modo ci si potrà spostare in non più di due persone per andare a trovare amici o familiari in un’abitazione privata. Attenzione: se ci si trova in zona arancione o rossa sarà consentito farlo solo all’interno del proprio comune. In zona gialla o bianca invece ci si potrà muovere all’interno della propria regione. Il calendario delle restrizioni avrà quindi tre date segnate:

-il 16 gennaio entra in vigore il nuovo Dpcm: tutte le norme saranno valide fino al 5 marzo. Il divieto di spostarsi tra Regioni (anche le gialle) vale però fino al 15 di febbraio;
-il 15 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni, anche gialle;
- il 5 marzo scadono norme e divieti stabiliti dal nuovo Dpcm, così come la chiusura delle palestre, piscine e cinema

Tra le novità l’obbligo di mostrare un tampone negativo eseguito 48 ore prima l’ingresso in Italia per atleti, tecnici e commissari di gara che provengono da Paesi a rischio.

Confermata la stretta sulla movida

La stretta sulla movida è stata confermata nella bozza del Dpcm che dovrebbe essere adottata, a ore, dal premier Giuseppe Conte. Per bar, enoteche ed altre attività commerciali che vendono bevande e alcolici scatta infatti il divieto di vendita da asporto alle 18.

Il decreto 14 gennaio e le regioni in zona gialla, arancione e rossa a partire da domenica 17 o lunedì 18 gennaio

Secondo i pronostici il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute oggi indicherà un Rt ancora in salita a 1,10 dall'1,03 della settimana scorsa. L'agenzia di stampa Ansa scrive che in base all'ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo sei regioni rimarrebbero gialle, tra cui la nostra: Campania, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Toscana e Valle d'Aosta. Tutte le altre rischiano l'arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa. 

Musei in zona gialla

Riaprono però i musei, gli istituti e i luoghi di cultura nelle zone gialle. I musei saranno aperti dal lunedì al venerdì "a condizione che detti luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone". 

La bozza del nuovo Dpcm: scuole superiori in presenza al 50% dal 18 gennaio

La bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio prevede poi che a partire da lunedì 18 gennaio le scuole superiori di secondo grado "adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica... in modo che...almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l'attività didattica in presenza".  "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado - si legge infatti nella bozza del Dpcm sottoposta alle Regioni - adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 187 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino ad una massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l'attività didattica in presenza. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza". Le Università, "in base all'andamento del quadro epidemiologico, predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza" secondo le "esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell'università e della ricerca" e "ferme restando le attività che devono necessariamente svolgersi in presenza".

Fronte concorsi

Durante il Consiglio dei ministri si è deciso di sbloccare i concorsi pubblici in presenza, ma per un massimo di 30 partecipanti per sessione. Il protocollo dovrà essere inoltre autorizzato dalla Funzione pubblica e dal Cts. A proporre il ritorno ai concorsi pubblici in presenza, seppur in sessioni contenute per numero di partecipanti, le ministre M5S Fabiana Dadone e Lucia Azzolina. Che subito hanno trovato il sostegno di tutte le forze di maggioranza. La misura entrerà nel Dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore.  

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