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Covid e scuola: le "falle" presenti nel protocollo, ecco perchè le scuole non risultano "sicure"

Non solo durante la mensa e la merenda, ma anche durante l’attività musicale degli strumenti a fiato e del canto è possibile, per legge, abbassare la mascherina in aula: questa è una delle contraddizioni nelle norme

Quasi 3mila contagi in meno di due settimane dalla ripresa delle lezioni in presenza, nella nostra regione. Questo il dato drammatico fornito venerdì, nella consueta diretta Facebook, dal Governatore della Campania, Vincenzo De Luca che ha lasciato intendere come, se dipendesse esclusivamente dall'amministrazione regionale, la didattica sarebbe già tornata a distanza onde evitare un nuovo inevitabile aumento di positivi al Covid-19 nei nostri territori provinciali. A seguito della decisione sulla ripresa in presenza disposta dal Tar, dopo l'accoglimento del ricorso contro la dad, tuttavia, Palazzo Santa Lucia resta cauto e rinvia a martedì la decisione dell'Unità di Crisi sul fronte scuola che, secondo il presidente De Luca, risulta urgentissima, vista l'allarmante ripresa dei contagi tra alunni e personale.

Intanto, nel salernitano così come nel resto della regione, ai ferri corti, numerosi genitori con i dirigenti scolastici meno "elastici" di fronte alle richieste pro-dad. Quest'ultima, ad oggi, non viene facilemente concessa a chi la vorrebbe, nonostante l'atto di raccomandazione di De Luca rivolto a tutti i dirigenti e finalizzato all'attuazione di soluzioni flessibili e alla comprensione verso esigenze particolari e richieste di alunni e rispettive famiglie. Così, in un clima dominato da malcontento generale, risulta corretto provare a sottolineare cosa sia andato storto nelle scuole e come mai i contagi si siano così rapidamente diffusi all'interno delle aule. Da un'analisi intellettualmente onesta, emerge innanzitutto come il problema sia, in realtà, a monte: numerosi, infatti, i punti del decreto a cui si attengono i dirigenti scolastici che risultano discutibili e, in qualche caso, mal interpretati.

I dubbi

In particolare, notevole confusione è stata riscontrata rispetto alla messa in quarantena e alla sanificazione in caso di alunni positivi o di alunni venuti a stretto contatto con contagiati. A suscitare perplessità, il fatto che se per la classe di uno studente positivo sono previsti sanificazione e isolamento anche per i compagni incontrati nelle 48 ore prima dell'esito del tampone, la quarantena precauzionale non è prevista per i compagni dell'alunno venuto in contatto con un caso positivo. Questo significa che se, ad esempio, il figlio di un positivo fosse stato contagiato ma fosse asintomatico, avrebbe potuto trasmettere il Covid ai suoi compagni di classe che, tuttavia, in attesa dell'esito del tampone del "bimbo sospetto", sarebbero intanto autorizzati a continuare la didattica in presenza, anche a rischio di far proliferare il contagio, qualora il bambino da analizzare risultasse poi positivo e avesse già contagiato qualche altro compagno. Non sempre celeri, inoltre, i tempi di chiusura di una scuola o di parte della stessa, in quanto tale provvedimento necessita di valutazione e prescrizione dal Dipartimento di Prevenzione dell'Asl.


Il paradosso degli strumenti

Non solo durante la mensa e la merenda, ma anche durante l’attività musicale degli strumenti a fiato e del canto è possibile, per legge, abbassare la mascherina in aula, per l’esecuzione in lezione singola. Una disposizione decisamente contradditoria con il resto delle norme anti-Covid, questa, in quanto se è vero che distanze, mascherine e ricambio d'aria restano le condizioni necessarie (ma non sempre sufficienti) ad evitare il contagio, è lecito chiedersi come possano essere stati autorizzati canto e strumento a fiato a scuola, dove, per ragioni logistiche e di tempo, ovviamente è impensabile tenere lezioni singole per ciascun alunno. Conclusione dei fatti: i ragazzini abbassano le mascherine per suonare strumenti a fiato e cantare nella stessa aula. Condizione di contagio inevitabile, questa, nel caso in cui tra gli alunni presenti ci fosse un positivo.

Le mascherine "discutibili"

Dulcis in fundo, il protocollo prevede che a scuola possano essere utilizzate anche mascherine di comunità, ovvero
mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato
. Come confermato da numerosi virologi, le mascherine ffp2 e ffp3 risultano quelle realmente efficaci contro il Covid-19, a differenza delle chirurgiche o in tessuto adatte per lo più a situazioni non di rischio e all'aria aperta. Certamente non nelle mura scolatiche. Anche tale indicazione, dunque, meriterebbe una urgente revisione, probabilmente, soprattutto considerando il lungo tempo di esposizione dei bambini all'eventuale trasmissione del virus, specie calcolando gli orari scolastici che, per loro natura, sono prolungati e, pertando, maggiormente rischiosi.

Le conclusioni

Non resta, dunque, che sperare in una attenta revisione dei protocolli tesi a garantire la sicurezza dei più piccoli e delle loro famiglie. E certamente in una presa di coscienza collettiva, con scelte responsabili e coraggiose che tutelino, prima di ogni altra cosa, la salute pubblica.
 

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