23 novembre 1980: il ricordo dell'Amministrazione Provinciale di Salerno

Il 23 novembre 1980 e alle 19.34,53 una scossa di 90 secondi cancellò dalla carta geografica interi paesi seminando distruzione e morte

L'Amministrazione Provinciale di Salerno ricorda, per il 40esimo anniversario, il tremendo terremoto del 1980 e lo ricorda citando lo storico titolo de Il Mattino di Napoli: "Fate presto".

Il terremoto

Era il 23 novembre 1980 e alle 19.34,53 una scossa di 90 secondi cancellò dalla carta geografica interi paesi seminando distruzione e morte, colpendo un’area di 17.000 chilometri che andava dall'Irpinia al Vulture, a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. Sono passati 40 anni dal quel terremoto che ha segnato in maniera indelebile i territori di Campania e Basilicata, seppellendo intere famiglie. Circa 3.000 i morti e un danno economico di oltre 26 miliardi di euro. In provincia di Salerno il bilancio ufficiale delle vittime fu di 674 morti e di 2.468 feriti, con interi paesi falcidiati.

Il ricordo

Il presidente della Provincia Michele Strianese, infatti, esordisce proprio con: "Fate presto fu un titolo che fece la storia. Fate presto per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla. Non fu solo un appello a chi doveva coordinare gli aiuti, ma fu il grido di dolore di un intero popolo che risuonò a lungo nella nostra storia e risuona ancora nella coscienza di tutti noi. Un monito che oggi, a 40 anni da quella ferita profonda, è attualissimo - continua - Non è il terremoto oggi che ci strazia, ma un virus che miete vittime innocenti, sul quale siamo chiamati tutti a intervenire presto e bene. In un momento così delicato e difficile come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia dobbiamo intervenire con grande responsabilità tutti, ognuno con il proprio ruolo. Dobbiamo lavorare tutti compatti contro il Covid-19, per tutelare la salute pubblica dei nostri cittadini, per il bene comune di donne e uomini, di lavoratori e famiglie. E dobbiamo fare presto e bene per proteggere il benessere delle nostre comunità, non solo combattendo la diffusione del contagio, ma intervenendo sulle conseguenze sociali ed economiche, per contenere le paure, per sostenere le categorie più fragili e per combattere anche gli sciacallaggi mediatici, che, come tutti gli sciacallaggi, si scatenano ad ogni tragedia. Abbiamo superato un terremoto terribile come quello del 1980 - conclude Strianese - sono fiducioso che supereremo anche questa pandemia. Dobbiamo rimanere uniti e insieme usciremo anche da questo dolore collettivo come abbiamo saputo fare in ogni momento difficile della nostra storia. Faremo presto per salvare chi è ancora vivo e per aiutare chi non ha più nulla".

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