Mercoledì, 29 Settembre 2021
Attualità Mercato San Severino

"Terrone non è una parolaccia": l'ingegnere salernitano fa causa all'Accademia della Crusca

Il promotore dell'iniziativa è Francesco Terrone di Mercato San Severino. L'udienza a settembre presso il tribunale Nocera Inferiore: "Va riconosciuta l'accezione positiva del termine". La replica: "Accuse assurde"

Per chi vive da Roma in giù, è una battaglia che ha radici profonde nel tempo. Per lui è (anche) un desiderio di ridare lustro al cognome che porta. "Ma non è una questione personale", specifica Francesco Terrone, ingegnere di Mercato San Severino, che ha avviato una battaglia giudiziaria affinchè l'Accademia della Crusca "recuperi il vero ed antico significato" del termine terrone. Un'azione giudiziaria che vede in prima linea anche la Fondazione Francesco Terrone di Ripacandida e Ginestra e il Movimento Economico Social Popolare Intereuropeo Culturale che hanno effettuato studi e ricerche per risalire al vero significato di questa parola. "E' legata alla terra ricca dei latifondisti e dei feudatari, e quindi alla ricchezza, oltre ad essere un cognome i cui discendenti diedero lustro all'Italia intera", ha sottolineato il professionista salernitano. Una battaglia iniziata a suon di pec ("senza mai avere risposte esaustive", chiarisce) e che, adesso, è entrata nella fase più calda.

La battaglia legale

Terrone, infatti, ha dato mandato all'avvocato salernitano Antonio Cammarota di citare dinanzi al tribunale di Nocera Inferiore l'Accademia della Crusca. Atto propedeutico alla fissazione della prima udienza che si terrà il prossimo 16 settembre. "In nome della verità è un dovere morale e civile ri-definire il termine 'terrore'", ha aggiunto l'ingegnere salernitano, per il quale la battaglia intrapresa potrebbe avere riflessi ben più profondi. "Sicuramente sarà un motivo forte per aprire interessanti dibattiti che rimetteranno, inevitabilmente, in atto la sempre presente ed atavica Questione Meridionale", ha chiosato l'ingegnere. Terrone, tra l'altro, nel 1993 è stato vittima anche di un episodio di discriminazione che ha ispirato un libro ("Io, ingegner Terrone: vita controcorrente di un imprenditore del Sud") di Aldo Forbice nel quale si racconta "di quando in Lombardia, durante un colloquio di lavoro, mi fu detto che un Terrone può  fare soltanto l'operaio". Ventisette anni dopo, Terrone spera di riuscire a cancellare per sempre quel concetto.

La replica 

"Accuse assurde, anche per noi il termine 'terrone' è un'offesa. Assurdo voler far pagare alla Crusca la colpa dell'uso discriminatorio di un termine impiegato nella storia d'Italia quando, anzi, la nostra Accademia ha segnalato questo difetto, lo ha contestato, criticato, condannato, pur facendone, come è ovvio, la storia, perché la storia non si può cancellare - replica il professore Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca interpellato dall'Adnkronos - . Ed è del tutto evidente che da parte nostra non c'è mai stato nessun intento discriminatorio e offensivo nel descrivere il significato della parola 'terrone' - spiega Marazzini -. Anzi, fin dalle prime righe segnaliamo che questa parola ha assunto storicamente un valore discriminatorio da cui prendiamo le distanze. La nostra voce lessicale non ha difetti. In prima battuta ci rivolgeremo all'Avvocatura dello Stato essendo la nostra un'istituzione di diritto pubblico". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Terrone non è una parolaccia": l'ingegnere salernitano fa causa all'Accademia della Crusca

SalernoToday è in caricamento