"I terroni non esistono, non c'è diffamazione": giudice di Cava assolve Feltri

A dare risalto alla notizia è proprio il quotidiano Libero che in prima pagina sottolinea: “Respinta la richiesta di risarcimento danni mossa da un cittadino campano, che ci accusava di odio razziale e di diffamare i meridionali"

Il direttore Vittorio Feltri

Definire i meridionali “terroni” non è diffamazione. Lo ha sancito un giudice di Cava de' Tirreni che, con una sentenza, ha assolto il direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri, per aver usato l’epiteto – "terroni" – in un suo articolo. 

Il fatto

A dare risalto alla notizia è proprio il quotidiano milanese che in prima pagina sottolinea: “Respinta la richiesta di risarcimento danni mossa da un cittadino campano, che ci accusava di odio razziale e di diffamare i meridionali, e lo ha condannato a rifondere tutte le spese”. E ancora: “Il verdetto stabilisce che, visto che la razza terrona, come la razza polentona, non esistono, perché gli italiani costituiscono un unico aggregato sociale e giuridico, parlare di terroni in genere non è diffamazione, perché il reato richiede destinatari chiaramente individuabili”. Per il giudice, poi Feltri esercita “un diritto di critica, espressione della libertà di pensiero”, che, come insegna la consolidata giurisprudenza della Cassazione, “non può essere rigorosamente obiettiva e asettica”.

La querela di un salernitano

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