Ospedali dipinti per i baby degenti, nel progetto anche il Ruggi

Intanto, è stato siglato un accordo di partnership con la start up italiana Almabox, per inserire nel contesto dell'opera murale dei monitor dove i bambini potranno interagire direttamente in modalità touch screen

Foto Fb

C'è anche il Ruggi di Salerno, tra gli ospedali dipinti protagonisti del tour partito anni fa a Roma e che ha proseguito al Regina Margherita di Torino, per risalire all'Istituto nazionale dei tumori di Milano, al reparto di Pediatria di Savona, per poi scendere all'Ospedale Ruggi d'Aragona cittadino,  e poi al Monaldi di Napoli, alla sala prelievi dell'Ospedale di Lecce e al reparto di Oncologia pediatrica di Taranto. Come riporta l'agenzia Dire, programma ci sarà il reparto di Neuropsichiatria infantile e il Pronto soccorso pediatrico del Policlinico di Messina, ma anche la realizzazione di un grande progetto al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, grazie all'associazione 'Il Sogno di Iaia'.

Il progetto

Perchè 'Ospedali Dipinti' punta sul tema dell'acquario? "Senza l'acqua non ci sarebbe la vita e nell'acqua c'è una vita meravigliosa fatta di delfini e tartarughe. È un ambiente che fa sognare, da' tranquillità, ma soprattutto consente una grande interazione. A me non interessa che un progetto in ospedale sia solo bello, deve interagire con chi frequenta in quel momento quell ambiente. L'acquario, il mare, consentono grandi interazioni e il delfino- spiega Silvio Irilli, l'artista che ha creato il progetto 'Ospedali Dipinti' nel 2012 - è sempre sorridente e giocherellone". Sembra incredibile, ma trasformare un luogo di sofferenza in un mondo incantato e' possibile. Lo dimostra questa semplice domanda, che molti bambini sottoposti alla radio terapia rivolgono ai loro genitori. E a trasformare l'acceleratore del bunker della radioterapia in un grande sottomarino che viaggia in un acquario popolato da delfini e tartarughe e' proprio il progetto 'Ospedali Dipinti'. Ai bambini cosa accade? Loro, stesi sui lettini della radioterapia, si trasformano in capitani coraggiosi pronti a interagire con gli abitanti di quel mondo subacqueo che fuoriesce dalle mura della stanza ospedaliera. "Gli ambienti ospedalieri devono essere strutturati per affiancare la terapia- continua Irilli- non è facile per un dottore far stendere i bambini su un rigido lettino dell'acceleratore e dire: 'State fermi e immobili', perche' il laser deve colpire proprio quelle cellule tumorali. Molto spesso i bambini vengono addormentati con l'anestesia- continua Irilli- ma l'aver creato un ambiente giocoso, ha dato modo al medico di raccontare loro una storia, come se i piccoli ne fossero i protagonisti. Il bambino si sente partecipe dell'avventura e il dottore conquista la sua fiducia. Se, dunque, le prime volte bisognava addormentarlo, successivamente questo non e' stato piu' necessario". Cosi' nasce una relazione terapeutica. Tutto il progetto è partito 8 anni fa. Irilli fu contattato dal Policlinico Gemelli di Roma per realizzare un piccolo corridoio con il tema dell'acquario, che aiutasse i medici ad offrire un'accoglienza serena ai piccoli pazienti. Da quel momento 'Ospedali dipinti' si è trasformato in un tour nazionale che ha colorato i reparti ospedalieri di tutta l'Italia, grazie alle donazioni di Onlus, fondazioni e privati.

La curiosità

"La nostra è un'opera collettiva- ricorda l'artista- e le Onlus presenti negli ospedali spesso ci aiutano con campagne di raccolta fondi e tante altre iniziative". Nei reparti di radioterapia oncologica Irilli realizza in modo integrale il bunker di radioterapia, dove si trova appunto l'acceleratore. "Sono stanze che contano fino a 300 metri quadrati di superficie murale, che noi reinterpretiamo in modo totale per coinvolgere emotivamente il paziente e trasportarlo in un'altra dimensione. Studiamo un percorso di ingresso e di uscita, prevedendo un'iterazione del bambino con l'ambiente circostante. Anche il soffitto e' totalmente rappresentato- aggiunge Irilli- perche' quando il piccolo si stende sul lettino dell'acceleratore, deve trovare dei soggetti che comunicano con lui. Il nostro obiettivo e' allontanare le loro paure, cercare di far continuare il sogno che il bambino ha al di fuori dell'ospedale e portare la sua immaginazione anche all'interno delle sale di terapia". Questo sogno adesso si arricchisce di un supporto tecnologico. "Abbiamo realizzato un accordo di partnership con la start up italiana Almabox- fa sapere l'ideatore di 'Ospedali Dipinti'- e inseriremo nel contesto dell'opera murale dei monitor dove i bambini potranno interagire direttamente in modalità touch screen. Potranno spostare i soggetti e partecipare a dei giochi interattivi- chiarisce l'artista- in cui gli verranno date informazioni sulla terapia che devono seguire". Immagini statiche e giochi interattivi renderanno i bambini attori del percorso terapeutico, grazie a un linguaggio semplice, messo a punto da primari ed esperti del settore. "Questa doppia dimensione, digitale e artistica, è pronta per partire in qualsiasi momento- conferma Irilli- ed è gia' stata inserita nelle campagne di raccolta fondi che faremo".

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