Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Salute Vallo della Lucania

Casa di cura Cobellis: arriva la chirurgia robotica anche per la tiroide

Dal punto di vista operativo, i vantaggi della tecnica, per quanto riguarda la tiroide, sono principalmente di carattere estetico, giacchè non si lascia traccia della cicatrice sul collo

Approda anche alla Casa di cura Cobellis di Vallo della Lucania, la chirurgia robotica che, al momento, è l’ultima frontiera della chirurgia di precisione. In circa 1 anno dall’ avvio di questo programma, sono stati eseguiti una settantina di interventi, per la maggior  parte di chirurgia oncologica, ma con l’obiettivo di incrementarne l’utilizzo, si è puntato anche alle patologie che  riguardano la tiroide. Ed infatti, nella clinica Cobellis è stato effettuato il primo intervento di tiroidectomia totale  con la chirurgia robotica, con la partecipazione, in qualità di tutor, del professor Gabriele Materazzi, direttore  dell’Unità Operativa di Endocrinochirurgia dell’Università di Pisa:

“Ho trovato una realtà di altissimo livello; il robot è un gioiello che si aggiunge, è una macchina che costa  tantissimo, soprattutto se come quella della Cobellis molto avanzata, ma è importante sottolineare che non è la macchina che fa  l’intervento ma è sempre l’uomo che agisce.

Dal punto di vista operativo, i vantaggi di questa tecnica, per quanto riguarda la tiroide, sono principalmente di carattere estetico, giacchè non si lascia traccia della cicatrice sul collo che generalmente tende comunque a scomparire nel tempo, ma può anche restare visibile. Per evitare questo, effettuiamo u un intervento che nasce dall’Oriente che prevede una incisione sottoascellare, distante dalla zona visibile e   che tende comunque a scomparire.   In generale i vantaggi oncologici della chirurgia robotica sono notevoli perché se l’intervento è fatto in maniera  precisa e pulita, potrà essere più radicale e quindi più curativo".

Parla il professor Luigi Cobellis, dir. Chirurgia Generale della Casa di cura DI Vallo della Lucania:

"Non è stato semplice, perché non è un programma che può partire dall’oggi al domani; oltre ai cospicui  investimenti, infatti,  necessita di un percorso formativo che non riguarda soltanto il chirurgo che è l’elemento  essenziale, perché è lui che opera non il robot:  solo un bravo chirurgo può diventare un bravo chirurgo robotico;  è stato necessario formare tutto lo staff, il personale di sala operatoria, per familiarizzare con tecniche complesse per le quali c’è bisogno di aver svolto un percorso di preparazione che non è stato breve né semplice.

I vantaggi della chirurgia robotica sono quelli dell’innovazione, perché consente al chirurgo un gesto più fine, poco invasivo; si continua nell’alveo della chirurgia laparoscopica avendo a disposizione uno strumento che facilita e magnifica la visione consentendo movimenti che al laparoscopista non sono consentiti; è una chirurgia  più fine ma che necessita di una qualità chirurgica fondamentale che non può essere sostituita dalla robotica".
 

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