Le malformazioni uterine e i trattamenti: parla il dottor Mario Polichetti

Attualmente ci sono diverse tecniche di osservazione dell’utero che consentono di rilevarne le anomalie, come l’ecografia, l’isteroscopia, l’isterosonografia, la risonanza magnetica o anche la laparoscopia

Riflettori puntati sulle malformazioni uterine e sulle modalità di trattamento. A soffermarsi sulla delicata tematica, il dottor Mario Polichetti, Direttore Unità Operativa Gravidanza a Rischio del Ruggi di Salerno.

Durante lo sviluppo del feto l’utero si forma a partire da due piccole formazioni tubulari, chiamate dotti di Müller, che alla fine dell’organogenesi,  si uniscono a formare un unico organo più grande: l’utero. Tuttavia, questi tubi a volte non si uniscono al centro del bacino o lo fanno in modo irregolare, ed è in questo caso che si parla di malformazioni uterine. Le più frequenti sono l'utero unicorne (quando si forma soltanto  un lato dei dotti di Müller),
l'utero doppio (i dotti si sviluppano ma non si fondono; di conseguenza la paziente può  presentare anche  due vagine se la malformazione è completa), l'utero bicorne (la parte superiore dell’utero risulta biforcata ed il corpo è unico) e l'utero setto (malformazione uterina più comune, in cui l’utero risulta parzialmente o totalmente diviso da una parete muscolare posta in posizione mediana quale sito della non completa fusione delle due unità tubulari mulleriane). C'è poi l'ipoplasia mülleriana,nota anche con il nome di sindrome da agenesia, alias l’assenza dell’utero a causa della mancata formazione dei dotti di Müller.

Parla il dottor Polichetti

Le malformazioni uterine possono influenzare notevolmente la fertilità di una donna e sono la causa degli aborti ricorrenti. Le conseguenze sulla fertilità dipenderanno dal tipo di malformazione di ciascuna donna. In alcuni casi queste malformazioni non presentano sintomi, per cui alcune donne ricevono la diagnosi nel corso dei controlli ginecologici di routine, mentre altre diventano madri senza sapere di avere una malformazione uterina. In altri casi i sintomi più frequenti delle malformazioni uterine sono:

    Dolore prima o durante le mestruazioni
    Perdite di sangue irregolari al di fuori delle mestruazioni
    Dolore durante i rapporti sessuali
    Aborti ricorrenti
    Parti prematuri
    Anomalie o malformazioni nei neonati dovute al ridotto volume della cavità uterina che porta ad atteggiamenti fetali forzati (esempio il piede torto     congenito)

Attualmente ci sono  diverse tecniche di osservazione dell’utero che consentono di rilevarne le anomalie, come l’ecografia, l’isteroscopia, l’isterosonografia, la risonanza magnetica o anche la laparoscopia. Le malformazioni uterine insorgono durante la gestazione e i fattori principali sono le cause genetiche o i fattori ambientali prenatali, in particolare l’esposizione della madre alle radiazioni, l’infezione intrauterina durante la gravidanza o il contatto con sostanze tossiche. Una malformazione uterina che non causa sintomi di solito non richiede trattamento; tuttavia, è possibile effettuare un intervento chirurgico sulle malformazioni al fine di ridurre eventuali occlusioni nell’utero, rimuovere un canale vaginale o congiungere due cavità uterine in una sola, per esempio, e l’operazione viene effettuata tramite chirurgia endoscopica o chirurgia addominale a cielo aperto. Molte donne affette da malformazioni uterine ricorrono invece a tecniche di riproduzione assistita allo scopo di migliorare la propria fertilità ed essere in grado di avere figli. La tecnica più comune in questi casi è la fecondazione in vitro (FIV). 

C’è da dire che , ormai, le tecniche chirurgiche correttive a cielo aperto sono considerate desuete e, laddove è veramente utile per la paziente, si preferisce ricorrere a tecniche miniinvasive, isteroscopiche e laparoscopiche o combinate. Bisogna ancora ricordare che non è necessaria la chirurgia correttiva a tutti i costi ed in molti casi è addirittura preferibile non fare nulla. Lo specialista incaricato di rilevare e trattare le malformazioni uterine è il Ginecologo, che di solito rileva queste anomalie nei controlli periodici che devono essere effettuati a partire dalle prime mestruazioni.

Molte volte, tali malformazioni vengono rilevate nel corso dei controlli di gravidanze a rischio, complicate da minaccia d’aborto o minaccia di parto prematuro e, chiaramente, in questi casi, non essendo possibile alcuna correzione chirurgica, si cerca di gestire in maniera ottimale le complicanze secondarie legate alla gravidanza e rinviare l’intervento  al di fuori dello stato di gravidanza.


 

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