Salute

Maglie e gadget sportivi all'asta per aiutare i pazienti oncologici, l'iniziativa della Lilt di Salerno

Grazie alle aste solidali di maglie e altri materiali di calcio provenienti da squadre professionistiche, si potrà sostenere l'iniziativa che mira a reclutare un team di volontari in grado di aiutare le famiglie di pazienti oncologici. Anche la Salernitana come testimone

Aiuti a pazienti oncologici, con un adeguato supporto e sostegno psico-sociale. Sono i contenuti e gli obiettivi del progetto "Volontari per l'oncologia", dell'associazione provinciale "Lilt" di Salerno, presentato alla sala conferenze dell'istituto "Salesiani" di Salerno. Grazie alle aste solidali di maglie e altri materiali di calcio provenienti da squadre professionistiche, sarà possibile sostenere l'iniziativa che mira a reclutare un team di volontari in grado di aiutare le famiglie di pazienti oncologici, affiancandosi agli enti già preposti per la prevenzione e la cura dei tumori in Provincia

Le aste, come partecipare 

Chi sarà interessato dovrà visitare la pagina facebook “Aste Italiane made in Salerno”, curata da Peppe Liguori e Antonio De Martino, dove saranno messe all’asta maglie ed altro materiale della Salernitana e di altre squadre. L’invito ai collezionisti, agli appassionati di calcio e a chi vorrà contribuire all’iniziativa di beneficenza, è di visitare la pagina social per aggiudicarsi un cimelio sportivo. Sarà questo, un modo, per aiutare chi ha bisogno di cure. L’intero ricavato di queste aste solidali andrà alla "Lilt" di Salerno. È possibile sostenere il progetto anche donando del materiale da mettere all’asta. Tutti coloro che si aggiudicheranno le aste riceveranno un attestato di partecipazione della "Lilt".

"Mi voglio bene", la campagna di screening

 “Ringrazio sin da adesso chi ci aiuterà in questa iniziativa mirata ad avere ulteriori nuove disponibilità per opere di solidarietà” afferma Giuseppe Pistolese, presidente dell’associazione provinciale "Lilt" di Salerno. “La Lilt da anni è impegnata nell’aiutare e sostenere i malati oncologici e le loro famiglie in tutta la provincia di Salerno. È bello che nel centenario della "Lilt" ci sia una sempre più intensa attenzione verso i principi di una vita sana”.

La Salernitana come testimone 

La società U.S. Salernitana 1919 è testimonial del progetto “Volontari per l’oncologia”. In collegamento video, il capitano della squadra, Francesco Di Tacchio e il direttore sportivo, Angelo Fabiani, hanno partecipato alla conferenza stampa. “È giusto aiutare chi ha bisogno, partecipiamo volentieri a questa iniziativa. Da capitano cercherò di portare avanti il messaggio della LILT nello spogliatoio” dice Francesco Di Tacchio. “Noi faremo tutto quello che possiamo fare per sostenere questa iniziativa della "Lilt" di Salerno, la prevenzione in campo oncologico è fondamentale” aggiunge Angelo Fabiani. Alla conferenza stampa, svolta nel rispetto delle normative anti-Covid, era presente l’allenatore Luca Fusco, che da calciatore vanta il record di presenze in campionato con la Salernitana. “Appena mi hanno chiamato per partecipare a questa iniziativa ho detto subito di sì. Il contributo di ognuno di noi può essere determinante in questi casi” sostiene Luca Fusco che sarà inserito nel comitato organizzatore del progetto della LILT. Anche don Pasquale Martino dell’Istituto Salesiani di Salerno ha espresso gratitudine alla "Lilt" di Salerno per l’impegno profuso negli anni verso i malati oncologici.

Gli sponsor

Gli organizzatori hanno ovviamente ringraziato Bcc Aquara, Centri Verrengia, Real Sud, Gruppo Noviello, Ethos Grafica e San Matteo New York per la generosità mostrata nel donare maglie ed altro materiale. Il progetto “Volontari per l’oncologia” continuerà nelle prossime settimane con altri appuntamenti per sensibilizzare sempre più persone a sostenere l’iniziativa. La "Lilt" di Salerno, ente da sempre impegnato con i suoi volontari, medici e personale di supporto in attività ambulatoriali di prevenzione oncologica su tutta la provincia, ha previsto di reclutare dei volontari che, dopo un corso di formazione, vadano anche a domicilio del paziente per supportarlo nelle difficoltà pratiche e relazionali determinate dalla malattia.

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