Pertosse: l'importanza della vaccinazione in gravidanza

Guida: "L’espressione più pericolosa della pertosse si manifesta nei primissimi mesi di vita. Per questo è importante proteggere i neonati tramite il vaccino anti-pertosse effettuato dalle madri al terzo trimestre di gravidanza"

Non esiste solo il Covid-19 ma la campagna vaccinale che, in questo momento, sta sotto l'attenzione mondiale ci ricorda che lo strumento più efficace per proteggere tutta la popolazione è stato ed è il vaccino. Proprio per questo motivo è nata la campagna Io ti Proteggerò per sensibilizzare l'opinione pubblica alla vaccinazione in gravidanza per combattere la pertosse, una malattia infettiva respiratoria altamente contagiosa che è particolarmente pericolosa nei bambini più piccoli, perché può causare complicazioni con conseguenze invalidanti.

La pertosse

L’agente scatenante responsabile della pertosse è il batterio Bordetella pertussis, estremamente contagioso, che viene trasmesso dalle goccioline di saliva emesse dalle persone infette che tossiscono o starnutiscono. Dopo un periodo di incubazione di 7-10 giorni, compaiono i primi sintomi della malattia, anche chiamata tosse dei 100 giorni, perché il decorso delle 3 fasi che la caratterizzano può durare più di 10 settimane. In Italia questa patologia ha fatto registrare 962 casi nel 2018 e oltre 7.000 ricoveri in ospedale tra il 2001 e il 2014, il 63,6% dei quali ha coinvolto bambini con età inferiore a 1 anno.

La pericolosità

"L’espressione più pericolosa della pertosse si manifesta nei primissimi mesi di vita - afferma Maurizio Guida, professore ordinario di Scienze Ostetrico-Ginecologiche presso l’Università Federico II di Napoli - nei bambini molto piccoli, al di sotto dei tre mesi; e può determinare anche gravi complicanze. Per questo è importante proteggere i neonati tramite il vaccino anti-pertosse effettuato dalle madri al terzo trimestre di gravidanza, idealmente intorno alla 28a settimana. Il vaccino trivalente in gravidanza è efficace e sicuro sia per la mamma che per il bambino e non sono segnalati effetti avversi correlati al vaccino che possano in qualche modo influenzare il decorso della gravidanza o la salute del feto/neonato. È bene – conclude il professor Guida – che le gestanti siano a conoscenza di questo importante strumento di protezione dei loro figli e che nel caso di dubbi o timori si confrontino con gli specialisti di riferimento avendo cura di ricevere informazioni solo da fonti accreditate e autorevoli".

La vaccinazione

La vaccinazione contro la pertosse è il metodo più efficace per evitare di contrarre la malattia. In questo modo la mamma produce anticorpi che passano al bambino attraverso la placenta prima che il piccolo nasca. Questi anticorpi gli garantiranno la protezione necessaria per i primi mesi di vita, finché non avrà ricevuto le prime due dosi di vaccino e comincerà a produrre i propri anticorpi. Affinché ogni nascituro possa ricevere un’adeguata dose di anticorpi, è raccomandato effettuare la vaccinazione anti-pertosse ad ogni gravidanza. Inoltre, non va dimenticato che la possibile fonte di contagio potrebbe essere quella rappresentata dall’ambiente familiare circostante; l’80% dei contagi nei bambini con meno di un anno, infatti, è provocato dai familiari stretti. Mamme, papà, nonni e altri componenti della famiglia, non consapevoli di aver contratto la malattia, possono trasmetterla al neonato.

"Fino a che il bambino non raggiunge il 61° giorno di vita, che corrisponde con l’inizio del ciclo vaccinale, l’unico modo che si ha per proteggerlo dalla pertosse, oltre alla vaccinazione effettuata dalla madre nell’ultimo trimestre di gravidanza, è quello di creare attorno a lui un ambiente sicuro. – dichiara il dottor Elio Giusto, segretario provinciale generale FIMMG Salerno - Questo ambiente protetto si crea grazie all’attuazione della strategia del cocooning, ovvero una strategia vaccinale che prevede l’immunizzazione di tutti i familiari a stretto contatto con il neonato tramite vaccinazioni ad hoc o richiami decennali per dTpa (difterite, tetano e pertosse)".

Quella del cocooning, o del bozzolo, è una strategia complementare per la protezione del neonato e si tratta di una raccomandazione che vale ad ogni età. Soprattutto per coloro che già soffrono di patologie respiratorie. Per questo le istituzioni sanitare, come OMS, hanno ribadito l’importanza di mantenere le vaccinazioni durante la pandemia (compresa quella dTpa) anche per gli adulti. Questa raccomandazione è stata indicata anche nelle raccomandazioni GOLD 2021 (Global Initiative for chronic obstructive lung disease).

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