"GustaSalerno"

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Proposta per il pranzo: la ricetta di una lettrice

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

TAGLIATELLE DI FAGIOLI E COZZE

La pasta: Unite e mescolate in una ciotola: 1. 350 gr di farina di semola 2. 130 gr di farina di grano saraceno 3. 15 gr di semola di grano duro (il semolino, per intenderci) 4. 10 gr di sale fino a questo punto prendete un barattolo di fagioli precotti (i borlotti, per esempio, ma va bene qualsiasi qualità basta che siano scuri e non chiari), scolateli, sciacquateli del loro liquido, metteteli in un tritatutto e riduceteli a crema con l’aggiunta, se vedete che il composto è troppo asciutto, di acqua. Una volta ottenuta la crema, versatela nella ciotola insieme a tre uova ed iniziate a lavorare la pasta prima all’interno della ciotola stessa (se vedete che il risultato non è omogeneo e non si compone, aggiungete un po’ d’acqua) e poi su di un tavolo di legno aggiungendo, se necessario, altra farina di semola. Quando il composto non risulta più appiccicoso, usate la macchina per la pasta e passatelo più volte (a piccole dosi) per ottenere le “pettole” che potranno essere, a seconda dei gusti, di vario spessore (io utilizzo lo spessore 4), ma facendo comunque attenzione a che le stesse siano tutte della stessa lunghezza (anche l’occhio vuole la sua parte). Lasciate riposare le pettole e nel frattempo smontate l’asta della scopa che usate normalmente a casa vostra e sistematela tra le spalliere di due sedie che avrete preventivamente sistemato in prossimità del balcone (o anche della finestra), avendo cura di adagiare strofinacci puliti sul dorso dell’asta stessa laddove saranno poi poste le tagliatelle.

A questo punto, dopo averle ulteriormente infarinate, potete iniziare a tagliare le pettole ed a sistemare le tagliatelle sopra l’asta aiutandovi col manico di legno della cucchiarella. Le tagliatelle che, a causa delle piccole imperfezioni “geometriche” delle pettole inevitabilmente cadranno durante il taglio non vanno messe ad essiccare ma vanno recuperate e tenute da parte perché alla fine, ed a seconda della loro quantità, vanno reimpastate e ridotte ad ulteriore pettola (di spessore ancora più piccolo) da trasformare non in tagliatelle ma in tagliolini, cucinabili e mangiabili in brodo o in aggiunta ad un minestrone vegetale nei giorni successivi. Il condimento: Mettete in una teglia larga olio EVO e fatevi rosolare all’interno uno spicchio di aglio che toglierete appena imbiondito, aggiungete un po’ di peperoncino rosso (della serie ci si deve chiedere se c’è ma non ci si deve bruciare il palato), i pomodorini gialli interi (vanno bene anche i rossi ma i gialli ormai “si portano” anche perché più saporiti) e, non appena i pomodorini iniziano a sfaldarsi, aggiungete almeno 600 gr di cozze pulite. Chiudete con coperchio e, non appena le cozze si sono aperte, sgusciatele avendo cura di metterne da parte 10/12 esemplari. Nel frattempo le tagliatelle, che avrete calato in abbondante acqua salata e bollente, saranno pronte e, dopo averle scolate al dente, le spadellerete insieme alle cozze.

L’impiattamento: Una volta sistemate nel piatto di portata, aggiungere le tre/quattro cozze in gusci e spolvererete il tutto con prezzemolo finemente tritato. Considerazioni: • il peso della pasta, prima che sia ridotta in pettole, sarà di poco superiore al Kg • il peso delle sole tagliatelle essiccate sarà di poco superiore ai 500 gr • il peso dei tagliolini essiccati sarà di poco superiore ai 200 gr • se le porzioni che farete saranno del tipo da ristorante stellato, potranno mangiare (??) anche sette persone, se invece le porzioni saranno da trattoria da camionisti quattro persone potrebbero non avere nulla da contestare Dimenticavo: • Se preparate la pasta almeno un giorno prima l’essiccazione sarà ottimale • I tagliolini cuoceteli dove e come vi pare, basta che sia qualcosa di “liquido”

BUON APPETITO

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