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Cronaca Brignano

Accoglienza e mani tese: le virtuose iniziative portate avanti a Brignano

Accoglienza verso gli ucraini rifugiati di guerra e i detenuti meritevoli di scontare una pena alternativa al carcere: la carità è di casa presso la parrocchia di Sant'Eustachio Martire

Accoglienza e carità: sono queste le parole chiave per la parrocchia di Sant'Eustachio Martire in Brignano che porta avanti iniziative lodevoli finalizzate a tendere una mano a chi ha bisogno, in piena sintonia con quei valori cristiani ed umani di cui l'attuale società tanto necessita. Costante, in particolare, l'impegno del parroco don Flavio Manzo, direttore della Caritas diocesana di Salerno, insieme con l'associazione Migranti senza Frontiere guidata da don Rosario Petrone, parroco di San Demetrio e cappellano della casa circondariale di Fuorni. "L'accoglienza qui a Brignano si sviluppa attraverso l'associazione di don Rosario che ha un comodato d'uso in essere fino a dicembre in una casa di proprietà della parrocchia che prima utilizzava per i permessi premio dei carcerati. - racconta don Flavio alla nostra redazione- Stiamo ospitando due mamme ucraine giovanissime  con 2 bambini, uno di 6 anni e uno di pochi mesi. Si sono integrate benissimo nella comunità: quando ci sono piccoli eventi sul sagrato della chiesa, partecipano volentieri. Accanto alla loro abitazione, c'è la famiglia del diacono Nino che è per loro un riferimento, oltre me".

La Domus Misericordiae

Sempre a Brignano, va avanti la Domus Misericordiae, l'opera di carità realizzata dall'associazione Migranti senza Frontiere, in collaborazione con la Pastorale Carceraria della Diocesi di Salerno, finalizzata a offrire accoglienza ai detenuti che ottengono una pena alternativa al carcere, ma che non hanno modo di scontare i domiciliari presso le loro abitazioni. Stranieri e italiani con delicate situazioni giudiziarie, dunque, vengono accolti nella Domus fondata da don Rosario Petrone e diretta da Oriana De Vivo dell'Ordo Virginum che risiede nella struttura. "La struttura conta sulla presenza costante della direttrice e di un altro operatore e sui controlli di forze dell'ordine e assistenti sociali, offrendo quindi una condizione familiare protetta a chi sta pagando gli errori commessi e ha bisogno di sguardi fraterni e accoglienti - ha osservato don Rosario - Contiamo sulla Caritas che da sempre ci sostiene e ci appoggia, auspicando che questa realtà possa crescere sempre più con il suo aiuto e possa continuare a portare tanto bene, come d'altronde in questi anni ha già fatto".


 

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