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Melania Di Lorenzo (foto Facebook)

Melania Di Lorenzo (foto Facebook)

"Mio figlio si è difeso: sono due le vittime": parla la madre del 16enne arrestato

Melania Di Lorenzo: "Certamente mio figlio ha sbagliato e non doveva arrivare a tanto, ma non si è trattato di tentato omicidio: aveva paura, era stato minacciato ed anche avvisato da un altro amico sulle intenzioni del ragazzo che ora è in ospedale"

"Mio figlio è vittima di bullismo, lui mi ha detto che si è dovuto difendere e la prima domanda che ha fatto è stata sulle condizioni dell'altro ragazzo. Mio figlio è disperato". Lo ha detto ai microfoni di Lira Tv, Melania Di Lorenzo, mamma di G.I., il 16enne arrestato per tentato omicidio nei confronti di C.S., ancora in ospedale dopo essere stato accoltellato al collo e all'addome, nell'istituto Genovesi di Salerno, durante l'autogestione. Senza riuscire a trattenere le lacrime, la madre del minore ha sottolineato come G.I. fosse vittima di bullismo da tempo e temesse il compagno che ha colpito  e che, secondo quanto riferito dallo stesso G.I. aveva annunciato che lo avrebbe picchiato durante il primo giorno di autogestione, alias il giorno del fatto di sangue. "Mio figlio lo ha colpito per difendersi, prima era stato preso a pugni -sottolinea Melania Di Lorenzo - Si sta dicendo in giro che stavano litigando per l'ombrello, ma quella è stata solo l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Certamente mio figlio ha sbagliato e non doveva arrivare a tanto, ma non si è trattato di tentato omicidio: aveva paura, era stato minacciato ed anche avvisato da un altro amico sulle intenzioni del ragazzo che ora è in ospedale. Mio figlio non va girando con il coltello: l'ha portato per difendersi. Le vittime sono due".

A parlare durante l'intervista, anche il legale che assiste il ragazzo accusato di tentato omicidio: "Il minore aveva una paura che non ha saputo gestire",  ha sottolineato, prendendo le distanze dai termini usati per la vicenda da parte del dirigente scolastico Nicola Annunziata, il quale aveva parlato di atto criminale che, solo casualmente, si è consumato tra le mura scolastiche. "Il mio assistito frequenta il Genovesi da tre anni con un buon rendimento scolastico e sempre mostrandosi un ragazzo calmo: il preside o i professori non si sono accorti di avere tra i banchi quello che il dirigente stesso ha definito delinquente?", chiede in modo provocatorio l'avvocato. Intanto, lunedì mattina, l'arcivescovo Luigi Moretti farà visita a studenti e docenti del Genovesi per invitare tutti alla riflessione e alla pace.

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