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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Acqua Pubblica, l'appello di Sel Pontecagnano

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

«Il Disegno di Legge Regionale (D.L.) 204/2013 sulla riorganizzazione del servizio idrico integrato (SII) rappresenta un drammatico passo indietro dal punto di vista politico e democratico, perché il testo approvato dalla Giunta Regionale sembra dimenticare completamente il referendum per l'acqua pubblica tenutosi nel 2011 ed il suo esito determinato da 27 milioni di italiani». Ad affermarlo, in una nota, è Carlo Naddeo, segretario del circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Pontecagnano Faiano, che ieri mattina ha protocollato al Comune picentino una richiesta, indirizzata al Sindaco, Ernesto Sica, e alla giunta comunale, nella quale si chiede di adottare in consiglio comunale una mozione «che sollecita l'immediato ritiro della Legge Regionale 204/2013 e richiede il riordino del Servizio Idrico Integrato».

«Nel Disegno di Legge, - spiega Naddeo - mentre viene dichiarata l’essenzialità dell’acqua per la vita umana e la sua destinazione al soddisfacimento dei bisogni della popolazione, manca l'affermazione dell'acqua come bene comune, manca l’affermazione della proprietà e della gestione pubblica del bene e non si indica il minimo vitale garantito per ogni abitante, individuato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in 40 litri al giorno. Ci si limita a rimandare ad un successivo provvedimento la definizione del minimo vitale garantito, rendendo così di fatto ogni affermazione una mera dichiarazione di principio. La proposta avanzata – continua il segretario cittadino - riserva alla Giunta Regionale una serie di competenze e poteri di grande rilevanza, trasformandola da ente regolatore in un ente di gestione del Servizio Idrico Integrato e delle opere collegate al ciclo integrato delle acque, dalla sorgente alla depurazione. È impensabile che una decisione di tale importanza possa essere presa dalla sola Giunta Regionale escludendo il Consiglio Regionale con tutto ciò che ne consegue in termini di trasparenza, partecipazione e rappresentatività. Poco trasparenti sono anche i criteri di individuazione delle opere di rilevanza strategica regionale, anch'essi affidati alla Giunta Regionale con il rischio di una totale arbitrarietà».

«Per tutti questi motivi – conclude Naddeo - sollecitiamo il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e tutti i Consiglieri ad attivarsi tempestivamente per approvare una mozione che sollecita l'immediato ritiro della Legge Regionale 204/2013 e richiede ilriordino del Servizio Idrico Integrato secondo criteri ambientali, democratici e partecipativi che valorizzino le competenze dei Comuni e del loro ruolo di proprietari delle reti e di rappresentanti dei cittadini, ed escludano qualsiasi ipotesi di privatizzazione dell’acqua».

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