Ruggi, il racconto del vigilante aggredito: "L'immigrato era disperato, nessuna psicosi"

Luciano Simeone, napoletano di sessanta anni e guardia giurata, non porta rancore verso il suo aggressore e al Mattino racconta quei momenti di tensione e paura

Il Ruggi d'Aragona

Sta meglio uno dei due vigilanti che, domenica mattina, è stato aggredito insieme ad un collega da un immigrato all’interno del pronto soccorso del “Ruggi d’Aragona” a Salerno. Luciano Simeone, napoletano di sessanta anni e guardia giurata, non porta rancore verso il suo aggressore e al Mattino racconta quei momenti di tensione e paura. “Sono stato colpito da una persona disperata – racconta – Disperata come ce ne sono tante. Non da un extracomunitario o un presunto terrorista. Gridava Allah come noi gridiamo Dio mio in una situazione di dolore. Di sicuro non aveva cinture esplosive o armi. Aveva gli occhi sbarrati, stava male ma non era grave”. 

La versione

Poi Simeone entra nei dettagli: “Dopo qualche minuto ho sentito delle urla, esco dalla mia postazione e vedo gente che scappa. Raggiungo la sala, il ragazzo è nel bagno. Cerco di calmarlo, lui vuole rinchiudersi dentro. Non parla italiano. Arriva il mio collega, in casi del genere si opera sempre in due. Cerchiamo ancora di calmarlo, lui prende lo specchio e il mio collega lo stringe per evitare guai. Nasce una colluttazione. Non so nemmeno come e ci ritroviamo a terra. Il paziente grida ‘Allah’ più volte. Solo Allah, come molti cattolici gridano Dio o Gesù. È fuori di sé e disperato. Cinque minuti di caos, poi è stato portato via”. L’episodio, nei giorni scorsi, ha provocato numerose polemiche politiche e sindacali rispetto alla sicurezza all’interno del nosocomio cittadino.

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