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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Angri

Blitz dell'Antimafia: confiscati beni per oltre 2 milioni di euro ad affiliato del clan "Tempesta"

Si tratta di beni riconducibili a Carlo Montella, attualmente in carcere omicidio pluriaggravato continuato, associazione di stampo camorristico, usura, estorsione ed altro

La Direzione Investigativa Antimafia - Sezione di Salerno ha confiscato beni immobili per oltre due milioni di euro riconducibili a Carlo Montella, attualmente in carcere per numerose condanne definitive per omicidio pluriaggravato continuato, associazione di stampo camorristico, usura, estorsione ed altro. Il decreto di confisca è stato emesso dalla Sezione Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno, a seguito di proposta avanzata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore e dal Direttore della D.I.A./Direzione Investigativa Antimafia, articolazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L'esecuzione del provvedimento rappresenta il coronamento di una articolata ed approfondita attività investigativa svolta dalla Sezione D.I.A. di Salerno finalizzata alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale di Montellaed alla individuazione di svariati beni immobili ed altre proprietà a lui riconducibili. 

L'inchiesta

Le indagini patrimoniali condotte dalla Sezione D.I.A. di Salerno - si legge in un comunicato - hanno evidenziato una sproporzione tra il patrimonio e la capacità reddituale dell’uomo e dei suoi familiari, di cui il Tribunale Sezione Riesame e Misure di Prevenzione di Salerno accertata la pericolosità sociale qualificata del'uomo, desunta da numerose condanne passate in giudicato per gravissimi reati e dall'irrogazione di una precedente misura di prevenzione di carattere personale rimasta ineseguita a cagione dello stato di detenzione, ma anche dall'appartenenza del medesimo al clan camorristico "Tempesta", gruppo federato della nota organizzazione criminale "Nuova Famiglia", imperante nell'Agro Nocerino- Sarnese - ha disposto nei confronti di Montella la misura di prevenzione di carattere patrimoniale della confisca. L'iniziativa di prevenzione assume un particolare valore ove si considerino le attività dissimulatorie poste per anni in atto dal proposto al fine di sottrarsi alla celebrazione dei numerosi processi ai quali avrebbe dovuto essere sottoposto a partire dalla fine degli anni '90: in sintesi, Montella ha simulato per anni l'esistenza di una patologia con conseguente grave quadro di deterioramento cognitivo, peraltro convalidato da numerose consulenze e perizie medico-legali e psichiatriche, tale da fargli ottenere il riconoscimento di uno stato di incapacità processuale che ha determinato per anni il rinvio dei numerosi processi pendenti a suo carico in fase dibattimentale per gravissimi reati. Le risultanze di indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore nel periodo di detta riconosciuta condizione di incapacità processuale, opportunamente sottoposte al vaglio di un consulente tecnico medico psichiatra, consentivano di smentire in radice l'esistenza della lamentata patologia invalidante, incompatibile con le coeve attività criminali inconfutabilmente poste in atto da Montella, rendendo così possibile la ripresa dei dibattimenti a lungo sospesi. Da quel momento, si sono succedute a carico del prevenuto numerose sentenze di condanna per gravissimi reati. Né i lunghi periodi di stasi processuale né il tempo trascorso rispetto ai reati commessi hanno impedito agli inquirenti di ricostruire in maniera puntuale il patrimonio di cui il proposto poteva disporre e la sua provenienza illecita, desunta dal doppio requisito della pericolosità sociale e dell'incapacità reddituale. 

I beni sequestrati

Sulla base dei richiamati presupposti, il Tribunale di Salerno ha quindi emesso decreto di confisca che ha colpito svariati beni immobili, tra cui un complesso immobiliare (Parco Concetta), costituito da alcuni appartamenti, garage ed aree non edificate situate ad Angri ed altra proprietà immobiliare (Villa Concetta C) situata nel Comune di Sant'Egidio del Monte Albino. E' stata altresì disposta la confisca per equivalente della somma di circa 160 mila euro. 

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