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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Agropoli

"Clan" ad Agropoli, tra minacce e intimidazioni: tre sconti in Appello

Gli imputati rispondono di associazione a delinquere di stampo mafioso. 

Sconti al “clan” familiare: dimezzate le pene a tre persone. Questo quanto deciso dalla Corte di Appello di Salerno, che ha confermato le responsabilità per i tre imputati, confermando inoltre condanne per altri due, come in primo grado. Gli imputati rispondono di associazione a delinquere di stampo mafioso. 

L'indagine

Secondo le accuse, il gruppo aveva dichiarato “guerra ai bagnalè”: nome in gergo rom per indicare i carabinieri. La vicenda giudiziaria è quella al centro dell’inchiesta “Faro” nel quale il Comune di Agropoli è parte civile. Negli atti si racconta anche della oramai nota irruzione nella stanza del sindaco Adamo Coppola, quando un gruppo di persone - tra i quali alcuni degli attuali imputati - scardinarono la porta, pretendendo di essere ricevuti. Chiesero posti di lavoro («8 o 9 posti di lavoro fissi») in cambio della rinuncia dei contributi già ottenuti. Stando alle accuse, quella del gruppo sarebbe esempio di “mafia atipica”: «un piccolo organizzazione con un basso numero di appartenenti, non necessariamente armata, che assoggettano un limitato territorio o un determinato settore di attività». Con questa motivazione, lo scorso anno, il tribunale di Vallo condannò cinque persone. Sullo sfondo il della Dda di Salerno sul gruppo delinquenziale con base ad Agropoli che faceva furti nelle gioiellerie di mezza Italia e, durante i periodi estivi, rubava auto in sosta ai vacanzieri.

Quel gruppo organizzato come un "clan"

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