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Agropoli, confiscati beni per 5,6 milioni a due "evasori fiscali abituali"

Si tratta di due fratelli titolari di istituti scolastici paritari operanti ad Agropoli, Laureana Cilento e Ceraso, già finisci nel mirino della Guardia di Finanza

I finanzieri di Agropoli, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo e dal Sostituto Alfredo Greco, hanno eseguito la confisca disposta dal tribunale di Salerno su numerosi beni immobili, veicoli e disponibilità finanziarie intestate a due fratelli, già titolari di istituti scolastici paritari operanti ad Agropoli, Laureana Cilento e Ceraso giudicati evasori fiscali abituali. La misura di prevenzione patrimoniale della confisca, a carico dei due soggetti, è giunta al termine del procedimento di prevenzione a loro carico, avviatosi nel 2013, in seguito alla sottoposizione di parte del loro ingente patrimonio immobiliare e finanziario a sequestro anticipatorio, in base alla legislazione contenuta nel nuovo “Codice delle leggi antimafia”.

La capillare ricostruzione delle attività delinquenziali dei due fratelli ha permesso al tribunale di rilevare la loro pericolosità sociale attuale, alla base dell’emissione nei loro confronti della una misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, per i prossimi due anni. In particolare, è stata confermata la loro propensione a delinquere, che hanno candidamente ammesso ai giudici di aver evaso il fisco in modo sistematico nel corso degli anni, per provare a giustificare l’accumulazione di un ingente patrimonio immobiliare nel Cilento, nonché di investimenti finanziari per 1,7 milioni di euro, pur avendo annualmente dichiarato redditi nulli o esigui. Gli stessi sono stati qualificati come “delinquenti abituali”, in ragione di plurimi precedenti e pendenze per reati associativi e contro la pubblica amministrazione, gravi reati fiscali e di bancarotta fraudolenta, abusivismo edilizio, abusivo porto di armi, violazione delle prescrizioni di sorveglianza speciale, violazione agli obblighi di dimora e danneggiamento.

I due fratelli erano già finiti agli arresti domiciliari nel 2013, al termine delle penetranti investigazioni condotte nell’ambito dell’Operazione Scuole Fantasma, nell’ambito della quale erano stati denunciate 132 persone, tra cui coordinatori didattici, docenti, assistenti amministrativi e studenti provenienti da diverse regioni d’Italia, a seguito della scoperta di reiterate condotte truffaldine ai danni dello Stato e del Ministero dell’Istruzione, realizzate dall’associazione delinquenziale di cui erano a capo, attraverso i due diplomifici localizzati in piccoli paesi dell’entroterra cilentano (Laureana Cilento e Ceraso) e sottoposti a sequestro nel 2012 dalle Fiamme Gialle, per porre definitivamente fine alle condotte illecite.Le dieci verifiche fiscali eseguite nei confronti dei titolari delle scuole e delle numerose società a loro riconducibili hanno consentito di quantificare gli ingenti proventi conseguiti da questa vera e propria industria del falso organizzata dai due fratelli, con l’emersione di oltre 5 milioni di euro sottratti a tassazione ai fini delle imposte dirette e 3,3 milioni ai fini Irap nonché 730mila euro di ritenute sulle retribuzioni evase nel periodo 2004-2012.

Al termine degli accertamenti è emerso che le loro sistematiche condotte evasive avevano generato un debito nei confronti dell’Erario pari a 5,7 milioni di euro, che ha peraltro portato alla dichiarazione di fallimento di due delle tre società riconducibili ai due fratelli, titolari di parità scolastica concessa dall’Ufficio Scolastico Regionale. Le investigazioni patrimoniali condotte dai finanzieri hanno permesso durante il procedimento di prevenzione di circoscrivere il complesso di beni immobili, automezzi, motoveicoli e disponibilità finanziarie riconducibili ai due fratelli, acquistati con denari di provenienza illecita negli stessi anni in cui i due evasori si erano sottratti sistematicamente al pagamento delle imposte, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali sulle retribuzioni dei docenti e del personale amministrativo assunto negli istituti paritari di cui erano titolari.

L’emersione di una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio accumulato per effetto delle attività illecite investigate, valorizzato in oltre 5,6 milioni di euro ha consentito al tribunale di Salerno di disporre nei loro confronti la confisca su 17 fabbricati e 6 terreni, conferiti in un fondo patrimoniale alla fine del 2012 per tentare di “proteggerli” dai sequestri, ubicati ad Agropoli, Laureana, Torchiara e Ceraso, tra cui tre casali di pregio, con piscina, appena ristrutturati, e numerosi appartamenti, 4 veicoli e disponibilità finanziarie principalmente investite in polizze assicurative.

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