Cronaca Fratte Calcedonia

Il preside Turchi: "Oggi ultimo giorno di scuola all’IC San Tommaso D’Aquino"

Oggi ultimo giorno di scuola all'IC San Tommaso d'Aquino Ho concluso un ciclo lavorativo di sei anni. Ci sono molte considerazioni da fare, la prima delle quali è che il tempo vola, subito seguita dalla constatazione che i rapporti umani che si creano, se si lavora con serietà e coerenza con le proprie idee, oltre che con il giusto rispetto delle professionalità e delle qualità altrui, possono donare soddisfazioni inimmaginabili. Sembrano banalità, forse retorica, ma quando rimani con il magone addosso e quando vedi lo smarrimento di chi rimane, capisci che qualcosa di importante hai costruito. In questi anni abbiamo lavorato per una scuola che fosse tutt'uno con il territorio, una scuola in cui tutti si sentissero protagonisti e in cui l'intera comunità si riconoscesse in un progetto di crescita. Ci siamo fatti carico dei problemi, abbiamo insegnato l'uso del PC ai nonni degli alunni, abbiamo aperto i locali a mille iniziative, abbiamo stretto rapporti con ogni associazione o ente no profit possibile ed immaginabile. Il nostro è stato un progetto per un territorio, non solo per i nostri alunni. Molti lo hanno capito e ci hanno premiato. Altri hanno pensato che tutto fosse dovuto e spesso hanno confuso ruoli e compiti, pretendendo dalla scuola quanto non era della scuola e criticando la scuola per impegni, disattesi, altrui. Penso, ad esempio, alle fotografie che quasi con soddisfazione alcuni hanno sbandierato sui social network, dei cumuli di spazzatura nelle strade di Fratte o dei lavandini e dei mucchi di materiale sversato per le strade di Matierno. Mettendo in luce che i materiali si trovavano nei pressi della scuola e, quindi, lasciando nei lettori l'idea che le responsabilità fossero della stessa. Naturalmente non era così. Siamo stati interlocutori molto pazienti di una Amministrazione Comunale alle prese con problemi di bilancio e con poche risorse da utilizzare per l'edilizia scolastica; abbiamo sopperito moltiplicando le progettazioni per ottenere finanziamenti dall'Unione Europea e grazie a ciò abbiamo costruito sette aule multimediali in una realtà difficile, che spesso vede le famiglie alle prese con problemi grandi di povertà. Ci siamo assunti a volte pesi non nostri, come quando, per esempio, abbiamo favorito l'utilizzo di locali da parte di associazioni esterne (pensiamo alla falegnameria a Matierno o al comitato di quartiere di Fratte o alle varie associazioni che lavorano nelle palestre) per poter offrire spazi e attività ad un territorio che è poverissimo sotto questo profilo: per me, per noi tutti che ci abbiamo creduto, la scuola non poteva essere solo il luogo dell'istruzione e dell'educazione degli alunni, ma doveva ambire alla crescita collettiva, ritagliandosi un ben definito ruolo sociale. Molti ci hanno creduto, altri mi hanno dato del visionario. In una terra in cui si vota non per credo politico, ma per ottenere in cambio un favore, una raccomandazione o, semplicemente, il pagamento di una bolletta dell'Enel, non sono proprio molti quelli pronti a vedere un impegno sociale disinteressato e gratuito. Come sempre i risultati sono difficilmente quantificabili, ma rifarei tutto, ma proprio tutto, dalla A alla Z. Anche le cose che apparentemente non hanno prodotto conseguenze apprezzabili. Questo perché quanto realizzato (comprese le iniziative poi rivelatesi negative) rispondeva ad una idea e non era frutto della improvvisazione. Me ne vado sapendo che non ho sprecato sei anni di vita. E sono stato anche gratificato dalle tante persone che hanno mostrato il dispiacere della mia partenza. Molti docenti, che hanno interrotto le vacanze per venire a salutarmi, molti del personale ATA, che hanno testimoniato la particolarità del rapporto con me, molti membri di associazioni, pur sapendo che non lavoreremo più assieme, molti genitori, che hanno saputo distinguere i compiti e hanno capito. Oltre ai professionisti che lavoravano a strettissimo contatto con me. Nella vita ci si può sentire realizzati in tanti modi diversi. Attraverso i milioni di euro, che ti permettono tutti gli sfizi possibili. Oppure attraverso il potere, che ti permette di dominare i tuoi simili, o con l'accumulare proprietà su proprietà, oppure stando costantemente sul palcoscenico davanti a tutti. Io credo di aver avuto la fortuna di sentirmi realizzato attraverso il perseguimento di una idea in cui credevo e credo. E le testimonianze che sto ricevendo, di affetto, di stima, di malinconia, che vanno ben al di là della routine di questi casi, è la gratificazione più bella che potevo avere.

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