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Cronaca

All'università di Salerno Usb sostiene la petizione dei 160 professori contrari alla laurea honoris causa a Bonanni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Basta cassare "honoris causa, Raffaele Bonanni merita con lode una laurea in consulenza e management aziendale. A sostenerlo è un comunicato dell'Unione Sindacale di Base di Salerno.

Quanto sta accadendo in queste ore all'Università di Salerno non è uno scontro politico o sindacale ma, è uno stimolante scontro culturale che definisce bene il vero "anticlimax" sociale del nostro paese. Lo scandalo è che viene coinvolta l'Università Pubblica e non quella privata, con tanto di ossequiosa cantata di lode da parte di un ministro della Repubblica Italiana. Lo scandalo è che un componente importante del Governo Italiano si renda disponibile ad una "laudatio" per quello che dovrebbe essere un sindacalista che la storia dei lavoratori ricorderà perchè protagonista di una lunga stagione a perdere. Che il ministro "disponibile" sia quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, è solo un aggravante cui la maggioranza dell'accademia salernitana darà poco conto durante la scontata e riverente accoglienza.

Che Bonanni meriti questa laurea è dimostrato da come ha saputo trasformare una libera associazione di lavoratori e pensionati in una grande holding finanziaria con interessi molto diversificati anche negli appalti della pubblica amministrazione che valgono milioni e milioni di euro, come narrato in diverse inchieste giornalistiche. La storia poi racconterà se quelli di Bonanni saranno anni che dureranno come successi o saranno ricordati come fallimenti.

Che Bonanni meriti questa laurea è dimostrato da come ha saputo essere un grande consulente aziendale. Uno dei migliori disponibili nel mercato italiano del profitto, dove sono precipitate, con privatizzazioni, esternalizzazioni ed appalti, tutte le Pubbliche Amministrazioni e i loro "prodotti" attraverso la mercificazione dei beni comuni che "sarebbero" costituzionalmente indisponibili. Bonanni però è solo uno dei migliori in circolazione, non l'unico: il "pezzo di carta" che riceverà all'Università di Salerno, dovrà dividerlo con Camusso ed Angeletti, perché insieme "artefici del processo di riforma del sistema delle relazioni industriali". I tre sindacalisti (?) sono i firmatari del "Testo Unico sulla Rappresentanza" stilato con Confindustria il 10 gennaio 2014. La storia racconterà se questo accordo è incostituzionale o merità un bacio accademico e bocconiano (USB ne ha presentato richiesta di nullità al Tribunale Civile di Roma il 19 marzo 2014).

Che Bonanni meriti un laurea in management aziendale è dimostrato da come ha saputo traghettare con la "concertazione" i lavoratori italiani verso la disoccupazione di massa con una perdita di salario (diretto, indiretto e differito) e di diritti che non ha uguali in Europa negli ultimi vent'anni. Ma come sanno bene gli scienziati, è la derivata seconda che da l'accelerazione e quindi al teatrino del titolo accademico ci aspettiamo un secondo step più congruo di un "pezzo di carta", quello dell'incarico, come quello della Marcegaglia promossa sul campo dal sindacato degli industriali a presidente dell'ENI e … proprio nelle stesse ore in cui un altro ministro, quello della Funzione Pubblica di nome Madia, fa tornare a casa i dirigenti di Bonanni con le pive nel sacco. Ai lavoratori solo sacrifici e sofferenze mentre ai leader come Bonanni ricompense e riverenze. Non è questo lo scandalo; lo scandalo è non vedere le contraddizioni reali tra due ministri dello stesso governo che in atti così diversi rispondono allo stesso disegno: dare tanto a pochi e togliere tanto ai molti che, trattati come numeri, sono solo limoni da spremere.

Il decreto di Matteo Renzi, leggi riforma della PA, è già legge. La concertazione è finita e gli eredi passano all'incasso, al canto del cigno come galli sull'immondizia. Si profilano centinaia di migliaia di esuberi, frutto dell'accorpamento delle amministrazioni statali locali, della soppressione delle Provincie e della complessiva riduzione del numero dei dipendenti. Madia conferma l'inasprimento della mobilità; conferma inoltre la indisponibilità all'apertura della parte economica del contratto e non prevede l'assunzione dei 250.000 precari storici. Il sindacato può solo indicare una strada di lotta: USB CONFERMA LO SCIOPERO GENERALE IL 19 GIUGNO.

Federazione Provinciale USB di Salerno

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