Allestimento sfere geodetiche nel Parco Archeologico di Paestum: 11 indagati

Nel mirino della Procura di Salerno i costi lievitati da 19mila a 220mila euro. Ora gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare le memorie difensive o la richiesta di essere sottoposti ad interrogatorio dal pm

Il montaggio delle cupole geodetiche allestite nel Parco Archeologico di Paestum, per la Borsa Mediterranea del Turismo, finiscono nel mirino della Procura della Repubblica di Salerno. Sono undici, infatti, gli avvisi di conclusione delle indagini emessi dal pm Rinaldi nei confronti di persone accusate, a vario titolo e in concorso, di abuso d’ufficio e realizzazione di opere e lavori in difformità o assenza di autorizzazioni.

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Le accuse

L’inchiesta è stata aperta nel 2014 quando l’amministrazione comunale acquistò le tre sfere per 628.300 euro, spendendo altri 226 mila euro per installazione e assemblaggio su un’area di 2.800 metri quadrati in occasione della Borsa Archeologica del Turismo organizzata, nel 2015, di fronte al tempio di Cerere. Sotto la lente di ingrandimento è finita la presunta illegittimità delle determine di affidamento della fornitura delle sfere frazionata in quattro distinte procedure, piuttosto che un’unica gara aperta facendo lievitare i costi accessori da 19 mila a 228 mila euro, in assenza di una nuova delibera di giunta e determina a contrarre. Inoltre non sarebbero state rispettate alcune norme del Codice degli Appalti, le tempistiche dettate dalla Soprintendenza e dal Consiglio dei Ministri per la rimozione delle cupole, l’esecuzione delle opere in assenza di progettazione esecutiva e autorizzazione. A far scattare le indagini fu una denuncia presentata, all’epoca dai consiglieri di opposizione. Ora gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare, tramite i legali, le loro memorie difensive o la richiesta di essere sottoposti ad interrogatorio dal pm.

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