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Alto rischio alluvionale, 7mila famiglie in pericolo: l'allarme della Feneal Uil

La segretaria Spinelli: "Urge un tavolo in Prefettura in grado di richiedere ai Comuni, alla Provincia e alla Regione lo stato dell’arte dei fondi e dei cantieri attivati o attivabili sul versante delle opere pubbliche"

“Con circa 7.000 famiglie in aree giudicate altamente pericolose dal punto di vista idraulico, 3.830 edifici a rischio sotto il profilo alluvionale e con 1.108 imprese censite in zone attenzionate (dati Ispra 2018), la provincia di Salerno si configura come un territorio senza dubbio da tenere sotto osservazione”. Sono questi i dati denunciati, nero su bianco dalla Feneal Uil di Salerno che critica lo stato di pericolo in cui versano diverse aree del territorio salernitano.

La denuncia

La segretaria generale Patrizia Spinelli non usa mezzi termini nel descrivere una situazione preoccupante che “si scontra con le mille difficoltà provenienti dal settore pubblico che, evidentemente, non riesce a mettere a sistema la profilazione delle problematiche che emergono di volta in volta, soprattutto nei casi più pericolosi come quelli che si stanno verificando in questi ultimi giorni. Il monitoraggio del territorio e, nello stesso tempo, dei luoghi di lavoro, in particolare di quelli che fanno riferimento al comparto dell’edilizia (tra i più rischiosi), resta un punto fondamentale per determinare con chiarezza le cose da fare in questo difficile periodo”.

La proposta

Tra le diverse proposte avanzate dalla Feneal Uil rientra, da oltre un anno, l’istituzione presso la Prefettura di Salerno di un Tavolo Permanente del Settore delle Costruzioni. Un tavolo operativo, cioè in grado di richiedere ai Comuni, alla Provincia e alla Regione lo stato dell’arte dei fondi e dei cantieri attivati o attivabili sul versante delle opere pubbliche in due settori strategici come la viabilità e l’edilizia scolastica. “È del tutto evidente che il tavolo, si dovrà occupare in maniera preliminare – a questo punto – di definire un quadro chiaro di tutte le opere riferibili al rischio derivante dalle cattive condizioni atmosferiche e, in particolare, al profilo alluvionale proveniente dalle forti e improvvise piogge.  La prevenzione del rischio sismico ed idrogeologico; la manutenzione di fiumi e torrenti; oltre che la tutela dell’ambiente e del paesaggio, restano, quindi, al centro dell’attenzione”. Spinelli ricorda: “Quando un anno fa richiedemmo di attivare il Tavolo Permanente presso la Prefettura facemmo preciso riferimento al monitoraggio dei fondi nazionali e Ue effettivamente disponibili e al percorso burocratico/amministrativo inerente alle opere pubbliche in capo ai Comuni, alla Provincia e alla Regione perché ritenevamo - e riteniamo - di fondamentale importanza individuare nodi e strettoie burocratiche eventualmente da superare per arrivare alla realizzazione degli interventi evidentemente necessari”. Delineare una mappa di opere finanziate con i fondi Ue – una mappa per così dire certificata in sede di Prefettura – “rappresenterebbe più che una traccia per iniziare un lavoro sistemico di stimolo e di supporto agli Enti che si sono candidati a realizzare le opere in parola, oltre che scendere nel dettaglio delle problematiche tecniche e dei ritardi amministrativi che non consentono il decollo di tanti piccoli e grandi progetti: così scrivemmo un anno fa e così pensiamo sia necessario fare oggi.

L’appello finale di Spinelli:

“Alla luce di queste considerazioni, si ritiene, quindi, opportuno chiedere a tutti gli attori del territorio - in primis Comune capoluogo, Provincia, Regione, imprese, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali - un momento di confronto per procedere ad una richiesta di incontro in sede di Prefettura di Salerno al fine di illustrare l’iniziativa che - auspico - possiamo intraprendere con spirito coeso ed in modo funzionale alle gravi e complesse problematiche da affrontare nella nostra provincia. In altre parole, resta l’amarezza per quanto non è stato compiuto fino ad oggi e, nello stesso tempo, la fermezza di ritentare un percorso non più rinviabile confrontandoci con  un vero e proprio deserto istituzionale che pare non volere mai assumersi intenti e obiettivi precisi in un arco temporale non più rinviabile”.

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