Amalfi, i discendenti degli emigranti tornano dopo tre generazioni e presentano un documentario

Il reportage racconta la storia del quartiere Wooster Square della città di New Haven, nota perché ospita la prestigiosa università di Yale, e che per molti anni è stata una affiatata enclave italo-americana

Si riunisce il legame tra Amalfi e gli emigranti d'oltreoceano, che tornano in città dopo tre generazioni e si presentano con un documentario che racconta la vita della comunità amalfitana di New Haven, (U.S.A). Venerdì 25 ottobre 2019 alle ore 18:30 l'incontro presso il Salone Morelli del Comune di Amalfi, dove una delegazione di discendenti di famiglie di emigranti sarà accolta dal sindaco Daniele Milano, dall'Amministrazione comunale e dagli amalfitani che vorranno essere presenti per conoscere la vita della moderna enclave amalfitana negli Stati Uniti.  Un appuntamento davvero particolare perché, alla riscoperta delle radici e dell'identità legate alla Costiera Amalfitana da parte degli emigranti, si unirà la proiezione del documentario: “The Village: Life in New Haven’s Little Italy”. 

Il racconto

Il reportage racconta la storia del quartiere Wooster Square della città di New Haven, nota perché ospita la prestigiosa università di Yale, e che per molti anni è stata una affiatata enclave italo-americana. Attraverso interviste orali, foto di album di famiglia, film e fotografie storiche, il documentario esplora il potere dell’identità etnica e ribadisce l’importanza dell’immigrazione nella società americana. Oggi, pochi discendenti degli immigrati vivono ancora a Wooster Square, ma rimangono tracce della loro comunità: nella chiesa, nelle società etniche e nelle loro feste, nelle pizzerie e nelle pasticcerie. Più vividamente, il villaggio vive nei ricordi affettuosi delle persone che sono cresciute lì. Ricordi, storie ed affetti che saranno presentati dalla delegazione statunitense, composta da oriundi amalfitani ed atranesi, sia dal vivo che attraverso il documentario. Saranno ripercorse le tracce di una comunità che è rimasta amalfitana in tanti aspetti, dal culto devoto per Sant’Andrea all’orgoglio di portare la croce d’Amalfi.

Il sindaco Daniele Milano:

“Si tratta di un significativo momento di incontro con cui riallacciare i rapporti con una delle colonie di discendenti di Amalfitani presenti all’estero. L’emigrazione è stato un fenomeno che ha riguardato intensamente  la comunità di Amalfi tra fine ottocento ed inizio novecento. Ancora oggi è possibile ritrovare negli Stati Uniti, in sud America, in Francia così come in Calabria e Sicilia, la presenza di folte colonie di discendenti di Amalfitani. Sulla scia dei nostri antenati, costruiamo il primo dei ponti di collegamento che intendiamo attivare con le comunità amalfitane disseminate nel mondo” 

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