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Turisti "cacciati" da Amalfi, risponde il comandante dei Vigili

Agnese Martingano, comandante della Polizia locale di Amalfi, replica alle dichiarazioni di due consiglieri comunali padovani, che avevavo accusato alcuni vigili del comune della Divina di non averli fatti parcheggiare a causa della loro provenienza

Agnese Martingano, comandante della Polizia locale di Amalfi, replica alle dichiarazioni di Luigi Sabatino e Paolo Bianco, consiglieri comunali di due comuni del padovano, che, nei giorni scorsi, avevavo accusato alcuni vigili del comune della Divina di non averli fatti parcheggiare a causa della loro provenienza. Tramite le pagine de Il Vescovado, infatti, il comandante Martingano ha scritto una lettera indirizzata ai due consiglieri comunali. Dopo aver sottolineato l'amarezza con la quale ha letto la missiva di accusa ha poi risposto: "Per giungere ad Amalfi, avete certamente subito circa due chilometri di auto in fila, ed altrettante ne erano in coda nell’altra direzione sempre in entrata ad Amalfi. Ebbene quegli automobilisti, migliaia in quei giorni, erano tutti intenzionati a fermarsi ad Amalfi, alla ricerca di un parcheggio dopo aver percorso centinaia di chilometri. Purtroppo il nostro territorio per la sua conformazione morfologica non consente grandi aree di sosta, e quelle che sono disponibili, durante il mese di agosto, risultano sempre assolutamente insufficienti ad accogliere l’enorme afflusso di turisti che si riversa in Costiera".

Il comandante ha, poi, sottolineato come, per regole di sicurezza, debbano sempre essere lasciate adeguate vie di fuga per i mezzi di soccorso. "Dunque queste sono le semplici ed evidenti motivazioni che, quando le aree di sosta si riempiono, nostro malgrado, ci impongono di invitare gli automobilisti che continuano ad arrivare, a cercare parcheggio nei comuni limitrofi - spiega la Martingano - E questo è quanto abbiamo tentato di spiegarvi con la massima educazione e che avremmo risposto se, alle vostre richieste, ci aveste lasciato parlare invece di aggredirci verbalmente con inaudita violenza come avete fatto, accecati dai vostri pregiudizi. Le frasi riportate, peraltro virgolettate, non rientrano nella maniera più assoluta nel nostro vocabolario, nella nostra forma mentis, nel nostro costume e non sono state né proferite né neppure pensate, né da me né da nessuno dei miei collaboratori".

"Infatti la vigilessa mora e non tanto alta ero proprio io - continua il comandante -  dato che nelle giornate di traffico particolarmente intenso sono personalmente presente nel principale snodo viario al fine di rendere il miglior servizio ai cittadini ed agli ospiti della nostra città. La versione dei fatti completamente falsa da voi riferita ed urlata dalla stampa nazionale in maniera evidentemente pretestuosa con il solo fine di cercare lo scoop giornalistico ferragostano in carenza di notizie di ben altro spessore, umilia innanzitutto l’intelligenza dei lettori e degli italiani, tantissimi, che conoscono benissimo, per esperienza vissuta direttamente, il calore dell’ospitalità che caratterizza la Costa d’Amalfi. Cari amici Padovani, con grande orgoglio vi dico che mio fratello vive ed è residente a Padova da circa dieci anni, ha sposato una Padovana che è una ragazza splendida, straordinaria e nelle vene dei miei adorati nipoti scorre sangue misto Amalfitano e Padovano! Credo, dunque, che ai nostri figli - conclude Agnese Martingano - vadano inculcati i valori della solidarietà, della tolleranza, della fratellanza, dell’uguaglianza, e soprattutto vada loro insegnato che già da molti decenni ormai l’Italia è una e indivisibile e che non esistono differenze tra Nord e Sud".

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