Angri, vendeva benzina alterata ai suoi clienti: donna finisce a processo

A seguito di due controlli in tempi diversi delle fiamme gialle, insieme ad un lavoro di analisi, fu scoperto che il gasolio risultava non idoneo e utilizzabile nei veicoli a combustibile diesel, e con esso la benzina

 Vendeva carburante alterato ai clienti di un distributore di benzina, oltre a detenerne grosse quantità nei serbatoi, in violazione delle norme sul commercio al dettaglio. Per questo affronterà il processo, dopo il rinvio a giudizio, una 53enne di Angri denunciato a piede libero a seguito di un'inchiesta della Guardia di Finanza. A seguito di due controlli in tempi diversi delle fiamme gialle, insieme ad un lavoro di analisi, fu scoperto che il gasolio risultava non idoneo e utilizzabile nei veicoli a combustibile diesel, e con esso la benzina. Entrambi i carburanti presentavano mucillagini, livelli di acqua superiori alle norme previste e contaminanti.

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La truffa

Questo rendeva evidente la frode in commercio, evidenziata dagli accertamenti chimici svolti dopo. La donna, intestataria dell'impianto, è accusata di detenzione di oltre 6500 litri di gasolio adulterato e non commerciale, con oltre 4800 litri di benzina non conforme. Le colonnine previste per l'erogazione al pubblico finirono anch'esse sotto stretta osservazione, con pregresse operazioni di miscelazione non autorizzate dalle quali si ottenevano i carburanti adulterati, in modo da incorrere anche nell'accusa ulteriore di evasione fiscale sugli oli combustibili. All'imputata viene anche mossa l'accusa di sottrazione del prodotto rivenduto all'accertamento, con la successiva alterazione dei sigilli posti a cautela dei totalizzatori, ovvero i singoli contatori del carburante erogato, di volta in volta, ai rifornimenti effettuati alle vetture dei clienti. Il 1 luglio inizierà il dibattimento dinanzi al giudice monocratico di Nocera Inferiore. 

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