Angri, bimba morta in ospedale: nessun medico è colpevole

L’ultima parola spetterà al giudice per le indagini preliminari anche se la famiglia, tramite il suo legale, si è già opposta a questa valutazione del pubblico ministero

Lo scorso 4 marzo, dopo aver vissuto sette giorni di calvario girando tre ospedali, una bambina di soli due anni, di Angri, morì facendo sprofondare nel dolore i suoi familiari che presentarono denuncia. A distanza di cinque mesi – riporta Il Mattino – la Procura di Nocera Inferiore chiede di archiviare la vicenda in quanto non sono state accertate responsabilità mediche. L’ultima parola spetterà al giudice per le indagini preliminari anche se la famiglia, tramite il suo legale, si è già opposta a questa valutazione del pubblico ministero.  

La storia

La bimba, il 7 marzo scorso,  venne portata all’ ospedale “Umberto I” a Nocera Inferiore, per sintomi influenzali e colpi di tosse. Il 9 subentrarono  ulteriori problemi respiratori e nel pomeriggio l’ospedale decise di intervenire con un’operazione d’urgenza da effettuare a Battipaglia, nel reparto di rianimazione pediatrica. Per altri tre giorni, dal 9 al 13 marzo, la famiglia fu nuovamente rassicurata che la piccola si sarebbe ripresa lentamente  Ma il giorno 13, i medici riferirono alla famiglia della possibilità di trasferire la piccola in una struttura più qualificata, il “Santobono” di Napoli. A questo punto, nella denuncia i genitori riferirono di un diverbio tra medici, in particolare da parte del medico a bordo dell’elicottero, che avrebbe lamentato di non essere stato informato delle condizioni della paziente. E di non avere "gli strumenti per un trasporto di tale complessità". La piccola morì il giorno dopo, il 14 marzo, a Napoli.

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Alla famiglia, un medico di turno del Santobono comunicò che la figlia era giunta in condizioni “disperate, perché durante il trasporto aveva subito uno o più arresti cardiaci”. Quando padre e madre presentarono denuncia ai carabinieri della stazione di Angri, non accusarono alcun medico, ma riportarono i fatti e i movimenti della piccola, dal giorno 7 al 14 marzo. Chiedendo, tuttavia, il sequestro di tutte le cartelle cliniche e di accertare responsabilità eventuali. La Procura nocerina, dopo una consulenza chiesta ad un perito, ha ritenuto di chiedere l’archiviazione dell’intero fascicolo, non ravvisando comportamenti omissivi nel personale che accudì la piccola. L’ultima parola spetterà al Gip.

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