Estorsione sulla liquidazione ad Angri, due autotrasportatori finiscono a processo

La vicenda riguarda la gestione di una società di trasporti merci, con sede legale ad Angri

Pretesero uno sconto sulla liquidazione all’ex socio, due autotrasportatori finiscono davanti al giudice. Sono due angresi, soci di una cooperativa di trasporti merci. Il processo partirà il prossimo 20 marzo, davanti al giudice monocratico, di tentata estorsione. La vicenda riguarda la gestione di una società di trasporti merci, con sede legale ad Angri. Le controversie iniziarono quando uno dei soci, la parte offesa nel processo, presentò le proprie dimissioni e, contestualmente, la richiesta di liquidazione.

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Le accuse

Fu proprio sulla somma da liquidare come “buona uscita” che scattò la presunta minaccia a fini estorsivi. I due soci volevano imporre il loro prezzo al fuoriuscito, anche usando le maniere forti, secondo la procura. Nel procedimento penale uno risponde come mandatario e responsabile dei viaggi, l’altro quale autore materiale del reato. L’accordo chiuso al momento delle dimissioni prevedeva 4mila euro a saldo, una cifra pattuita nel verbale di conciliazione, mentre i due avevano rilanciato al ribasso, per un massimo di 2500 euro. La vittima fu contattata al telefono da un fantomatico consulente fiscale che gli diede appuntamento all’uscita del casello autostradale di Angri, dove avvenne di fatto minaccia. «I 4000 euro pattuiti non te li possiamo dare- riferì l’esecutore della messaggio minatorio -, accontentati di 2500 euro e non denunciare questa situazione, altrimenti non ti faccio lavorare più da nessuna parte e ti faccio camminare sulla sedia a rotelle». Lo sconto sulla liquidazione non si verificò solo per la resistenza posta dalla vittima designata, un uomo di Sant’Antonio Abate. È stata solo grazie alla sua ferma opposizione, culminata poi nella coraggiosa denuncia alle autorità competenti, a far scattare l’inchiesta giudiziaria

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