Angri, uso di un fondo privato: la contesa tra privati e associazione arriva in tribunale

La vicenda ebbe origine il 15 novembre 2016, quando la proprietaria del fondo chiese al Tribunale nocerino di condannare l’associazione Cavalieri San Giuda Taddeo in questione al rilascio di un fondo con annesso fabbricato rurale

Sarà il Tribunale di Nocera Inferiore a riesaminare il caso sull'area rurale al centro della vicenda giudiziaria tra la proprietaria del fondo e l’associazione Cavalieri San Giuda Taddeo di Angri, conosciuta per organizzare il Palio storico in città, con l’inammissibilità del ricorso presentato all’attenzione della Cassazione per adoperare un regolamento promosso dalla sezione agraria del Tribunale.

La storia

I giudici hanno rigettato la questione di competenza, dichiarando il regolamento inammissibile e disponendo la prosecuzione del giudizio davanti al Tribunale nocerino: si tratta di un regolamento e di una questione interna, scrivono i giudici nelle motivazioni della decisione, «a valenza meramente amministrativa». Non c’è da decidere sulla competenza in questo caso, perché si tratta di una ripartizione tra uffici: la sezione specializzata in agraria di Nocera Inferiore, «aveva già rimesso la causa al presidente del Tribunale per farla assegnare alla sezione ordinaria, sul presupposto che il giudizio non aveva ad oggetto una controversia». La questione era stata valutata in modo analogo dal pubblico ministero: niente conflitto di competenza, regolamento inammissibile per il caso.

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Il dibattito

La vicenda ebbe origine il 15 novembre 2016, quando la proprietaria del fondo chiese al Tribunale nocerino di condannare l’associazione in questione al rilascio di un fondo con annesso fabbricato rurale. Secondo la sezione specializzata, però, il contratto concluso dalle parti era in realtà un contratto ordinario di locazione, e non un contratto di fitto agrario, così da rimettere gli atti al presidente perché questi riassegnasse la causa alla sezione semplice: il presidente però aveva confermato l’assegnazione alla sezione specializzata, e questa sospendeva il giudizio nel febbraio 2019, chiedendo di adottare il regolamento di competenza: il pubblico ministro aveva poi ricordato che il regolamento presupponesse una preliminare pronuncia sulla competenza, in questo caso non prevista perché la questione aveva valenza amministrativa. La Cassazione ha rimesso ora tutto alla sezione ordinaria. 

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