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Cambi di residenza al cimitero di Angri per risparmi su sepolture, patteggia ex custode

Dopo il suo stralcio, in tredici rischiano invece il rinvio a giudizio per un giro di illeciti commessi nella gestione dei servizi cimiteriali

Ha patteggiato 1 anno e 10 mesi di reclusione, con pena sospesa, uno dei due custodi del cimitero di Angri, finitì in un'indagine della procura di Nocera con accuse di abuso d'ufficio, violazione di sepolcro, truffa e falso ideologico. Dopo il suo stralcio, in tredici rischiano invece il rinvio a giudizio per un giro di illeciti commessi nella gestione dei servizi cimiteriali.

Le accuse

Al centro dell'inchiesta c'erano proprio i due ex custodi del cimitero, sospesi durante la fase preliminare. Stando alle accuse, si sarebbeo accordati con altre persone, parenti dei defunti che a loro volta rischiano il processo, "profittando delle condizioni di fragilità legate ai momenti di lutto", intascando somme che non corrispondevano al dovuto e lucrando sul servizio pubblico. Il raggiro prevedeva false dichiarazioni di residenza dei morti per corrispondere cifre inferiori a quanto previsto per tumulazione e sepoltura. Decisive, per le indagini, risultarono essere le attività di intercettazioni dei carabinieri, con una serie di sopralluoghi al cimitero di Angri. In un caso, vi sarebbe stata anche la violazione di un sepolcro, con i resti spostati altrove e due episodi di truffa, contestati ad uno dei due custodi, per non aver tracciato ritardi e assenze sul posto di lavoro. 

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