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Cronaca Angri

Angri, falsi bollettini postali: dipendente del cimitero finisce a processo

E' accusato di una serie di episodi, con una di falso materiale in qualità di addetto ad un pubblico servizio, relativa alla compilazione di falsi bollettini postali in pagamento degli oneri previsti per le pratiche di inumazione

E’ stato rinviato a giudizio con l’accusa di peculato il dipendente comunale N.M. , a fronte della richiesta presentata dalla Procura di Nocera Inferiore. E' accusato di una serie di episodi, con una di falso materiale in qualità di addetto ad un pubblico servizio, relativa alla compilazione di falsi bollettini postali in pagamento degli oneri previsti per le pratiche di inumazione, presso il cimitero comunale.

L'indagine

Le indagini contestano un complessivo di oltre 2800 euro, con versamenti presso gli uffici postali, in realtà inesistenti. L’imputato risponde di essere entrato in possesso di somme di denaro incassate a titolo di versamento per le pratiche cimiteriali, con due falsi bollettini apparentemente pagati tramite società di servizi postali, anche questi inesistenti. In qualità di dipendente, avrebbe messo in essere le pratiche contestate facendosi versare le somme di denaro per l’assegnazione di un loculo, per l’importo di duemila euro, il tutto nel periodo estivo del 2016. Proprio i mesi estivi del 2016 risultano essere i momenti di svolgimento dei raggiri a danno dei familiari di defunti. In concorso con un’altra persona, stralciata dall’attuale procedimento, il dipendente si sarebbe impossessato del denaro per le assegnazioni, con sei diversi episodi complessivamente contestati, a danno delle persone che si affidavano a lui per ottenere le assegnazioni delle “nicchie”, i loculi che prevedevano versamenti di circa duemila euro.

Le accuse

L'indagine durò diversi mesi, con l’avvio di diversi filoni a ipotizzare pratiche illecite. Nel prosieguo in questione, in altre attività andate a fondo sugli scandali al cimitero comunale, vennero fuori attività illecite contestate agli affossini, ad altri funzionari, con cifre destinate all’erario, e invece intascate, con un giro di denaro documentate dagli investigatori. Negli uffici preposti furono svolte perquisizioni, con interrogatori rivolti a cittadini che avevano versato denaro per ottenere i previsti servizi, accorgendosi di essere stati ingannati, oppure che c’erano delle anomalie nei procedimenti. Le questioni erano arrivate poco per volta all’attenzione degli uffici investigativi, con diverse azioni di verifica svolte, tra perquisizioni e accertamenti incrociati.

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