Cambi di residenza per i defunti al cimitero di Angri, torna libero il dipendente indagato

Il gip ha revocato la misura dell'obbligo di firma alla p.g. per un dipendente del comune, indagato in un'inchiesta su un sistema presunto di truffe legato alla residenza delle persone defunte

E' stata revocata dal gip, dietro accoglimento di istanza del proprio difensore, la misura dell'obbligo di firma alla p.g. per un dipendente del comune di Angri, indagato in un'inchiesta su un sistema presunto di truffe legato alla residenza delle persone defunte.

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L'indagine

I due impiegati, di cui uno ha già patteggiato la pena, furono accusati a vario titolo di truffa, violazione di sepolcro, abuso d'ufficio e falso, in servizio come dipendenti presso il cimitero di Angri. Stando alle accuse, si sarebbero accordati con altre persone, parenti dei defunti che a loro volta rischiano il processo, "profittando delle condizioni di fragilità legate ai momenti di lutto", intascando somme che non corrispondevano al dovuto e lucrando sul servizio pubblico. Il raggiro prevedeva false dichiarazioni di residenza dei morti per corrispondere cifre inferiori a quanto previsto per tumulazione e sepoltura. Decisive, per le indagini, risultarono essere le attività di intercettazioni dei carabinieri, con una serie di sopralluoghi al cimitero di Angri. In un caso, vi sarebbe stata anche la violazione di un sepolcro, con i resti spostati altrove e due episodi di truffa, contestati ad uno dei due custodi, per non aver tracciato ritardi e assenze sul posto di lavoro. 

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