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Rifiuti al cimitero di Angri, giudice dissequestra per la pulizia parte della struttura

L'inchiesta che portò al sequestro riguarda quella a carico di una funzionaria del Comune, imputata per violazione sulla legge in materia di trattamento e stoccaggio rifiuti speciali. Una volta pulita l'area, torneranno i sigilli

Il tribunale di Nocera Inferiore ha disposto la rimozione temporanea dei sigilli all’area del cimitero comunale di Angri, sequestrata dal 5 giugno del 2019, «per procedere alla rimozione dei rifiuti allocati all’interno dell’area cimiteriale e allo smaltimento degli stessi, da eseguirsi a cura della partecipata Angri ecoservizi, in ossequio alle disposizioni legislative vigenti in materia, all’installazione di nuovi scarrabili e al ripristino della recinzione a cura del comune di Angri». Il Gip ha delegato «per l’esecuzione e la verifica dell’integrità dei sigilli la sezione polizia giudiziaria che appose il vincolo». I sigilli dovranno poi essere rimessi, come prevede il decreto di sequestro.

L'indagine

L'inchiesta che portò al sequestro riguarda quella a carico di una funzionaria del Comune, imputata per violazione sulla legge in materia di trattamento e stoccaggio rifiuti speciali. Il provvedimento risale ad un anno fa, con il blocco dell’area dove si trovano i rifiuti e altri due locali e una camera autoptica presso il cimitero comunale. Il 19 dicembre scorso, il Riesame di Salerno aveva accolto parzialmente l’appello della difesa, annullando il vincolo che gravava sull’ossario comune, sul locale per la pulizia delle ossa e sulla camera autoptica. Il comune di Angri, qui parte offesa, a sua volta aveva presentato istanza per il ripristino dell’area cimiteriale ad oggi sequestrata, ottenendo il parziale sblocco per scopi di pulizia. Nello specifico, l'«autorizzazione per la rimozione dei rifiuti presenti in loco, tramite l’impiego della partecipata Angri eco servizi, con preventivo di spesa in atti, provvedendo a dotare l’area degli scarrabili per il conferimento separato dei rifiuti di esumazione, ripristinando la fatiscente recinzione insistente, con l’ottenimento del parere favorevole da parte del pubblico ministero». Una richiesta accolta dal gip, viste le esigenze di tutela della salute pubblica, per rimuovere i rifiuti presenti nell’area cimiteriale, ritenuta «attività non ulteriormente procrastinabile». 

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