Estorsione ad un imprenditore di Angri, 5 anni di carcere per i due imputati

Il processo si ricollegava ad una precedente inchiesta relativa all’agguato del 23 luglio 2015, quando vennero feriti proprio i due condannati, con il successivo arresto di un padre e un figlio. I tre sono stati assolti dal resto delle accuse

Sono stati condannati a cinque anni di reclusione ciascuno R.R. e L.C. accusati di estorsione ai danni di un imprenditore del settore edilizio. I due sono stati assolti dall’accusa di incendio, con R.R. uscito indenne da una doppia accusa di estorsione. Il terzo imputato, L.D.M. , è stato assolto da ogni accusa. Il processo si ricollegava ad una precedente inchiesta relativa all’agguato del 23 luglio 2015, quando vennero feriti proprio i due condannati, con il successivo arresto di un padre e un figlio. Fu condannato solo il primo, in quanto il secondo fu prosciolto da ogni accusa.

L'indagine

Il movente di quella spedizione punitiva era stato individuato nell’incendio di alcuni automezzi di proprietà di persone vicine a chi sparò ai due imputati, con tanto di richiesta estorsiva. Tutto era iniziato dalla vendita di un macchinario edile da parte di R.R. un'impastatrice che sarebbe stata imposta con la violenza. L’11 luglio il titolare di un’officina, dopo aver ricevuto e poi rifiutato l’offerta di vendita dell’impastatrice per bob-cat da R.R. , del valore di 500 euro, ricevette la sua visita. L'uomo, in compagnia del secondo imputato, non trovò però il titolare, minacciando ritorsioni. Anche in ragione di un rifiuto, precedente, da parte dell'imprenditore, di acquistar quel macchinario. Le fiamme furono appiccate lo stesso giorno, alla cabina di un mezzo Iveco, mentre il giorno dopo, secondo le accuse, R.R. tornò sul posto dell’incendio, con altri due soggetti, con ulteriori minacce a suo carico. Le prove che dovevano però collegare gli imputati a quell'incendio non sono state dimostrate, in dibattimento.

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L'estorsione

A quel punto, secondo le ricostruzioni dell’accusa, il titolare diede a R.R. 200 euro, poi andò a sporgere denuncia. La vicenda relativa alla seconda vittima invece si ricollega ad una denuncia presentata il 29 luglio. I tre imputati, hanno ottenuto una sensibile riduzione delle contestazioni formalizzate a loro carico: per R.R. è stata riconosciuta l’accusa principale, quella di estorsione consumata, così come per L.C. , che lo avrebbe coadiuvato, mentre per il terzo uomo L.D.M. gli elementi raccolti non hanno comprovato il suo ruolo. Le accuse per l’incendio appiccato al mezzo sono cadute, così come non è stato riconosciuto a carico di R.R. il secondo capo d’accusa per una ulteriore estorsione.

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