Agguato di fuoco ad imprenditore di Angri: confermato il carcere per i due indagati

Il gip del tribunale di Nocera Inferiore, ieri pomeriggio, pur non convalidando il fermo, ha disposto un'ordinanza di misura cautelare in carcere per entrambi. Le accuse sono aggravate dal metodo mafioso

Restano in carcere A.M. e N.L. , i due paganesi accusati del tentato omicidio dell'imprenditore Domenico Chiavazzo, di Angri, fallito solo qualche giorno fa. Il gip del tribunale di Nocera Inferiore, ieri pomeriggio, pur non convalidando il fermo, ha disposto un'ordinanza di misura cautelare in carcere per entrambi. Le accuse sono aggravate dal metodo mafioso. 

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Le indagini

L'inchiesta è condotta dal sostituto procuratore della Dda Marco Guarriello, insieme ai carabinieri del gruppo territoriale di Nocera Inferiore. L'episodio risale al 25 maggio scorso, intorno alle 21,30 di sera. Decisivi diversi elementi per l'identificazione dei due: immagini di videosorveglianza, riscontri fotografici, un'analisi delle ferite riportate dai due presunti attentatori, rilievi sui caschi indossati dai due ed intercettazioni ambientali. L'imprenditore sarebbe stato vittima - stando alle accuse - di un tentativo di estorsione di circa 200mila euro. L'uomo, che ne avrà per 30 giorni di prognosi, è impegnato con una cooperativa nel settore delle pulizie. La vittima si trovava in auto, quando fu affiancata da una moto di grossa cilindrata sul cavalcavia di Via Delle Fontane ad Angri. L'imprenditore aveva riportato ferite non gravi, all'avambraccio sinistro e alla spalla sinistra, in prossimità dell'articolazione scapolo-omerale e alla regione posteriore della coscia sinistra. L'arma utilizzata per sparare era una 357 magnum. L'imprenditore, con una manovra fulminea, era riuscito a schiacciare la moto in corsa contro il guardrail, facendo cadere a terra i due attentatori. Solo qualche mese prima, invece, ignoti avevano fatto esplodere una bomba contro la sede legale della “Omega Service”, al centro della città. L'episodio, di natura intimidatoria, era finito al centro di una prima indagine condotta dalla Procura Antimafia di Salerno. Tre i proiettili che lo avevano colpito. Qualche ora dopo il raid, la moto era stata ritrovata in zona, mentre la vittima era stata soccorsa in ospedale, a Nocera Inferiore e poi al San Paolo di Napoli.

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