Angri, abusi su un allievo: torna libero insegnante di basket

L'imputato ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari in virtù del tempo trascorso dai fatti e del comportamento tenuto durante le fasi del processo, ancora in corso. Il giudice ha però disposto il divieto di avvicinamento al minore

Torna in libertà il giovane istruttore di basket di Angri accusato di molestie sessuali nei confronti di un suo allievo. L'uomo, difeso dagli avvocati Giovanni Annunziata e Giovanni Palumbo, ha ottenuto la revoca della misura degli arresti domiciliari dal tribunale di Nocera Inferiore. I giudici hanno tuttavia disposto il divieto di avvicinamento a qualsiasi luogo frequentato dal minore. Il giovane si trova sotto processo dopo una denuncia sporta dalla madre del ragazzo, all'epoca dei fatti 11enne. E confermata, in alcuni contenuti, dalla stessa presunta vittima. L'allenatore avrebbe mostrato - secondo la tesi accusatoria - delle attenzioni morbose verso quel suo allievo, facendogli regali, accompagnandolo a scuola e aiutandolo nei compiti. Dietro quel rapporto di fiducia si sarebbe nascosto anche altro, stando a quanto la famiglia raccontò ai carabinieri. Il 26enne è sospettato di aver stretto una "confidenza" più invasiva nei confronti del suo allievo, spingendosi a toccarlo nelle parti intime e a dargli anche un bacio sulle labbra, all’esterno di una scuola.

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Oltre a testimonianze di familiari e amici della presunta vittima, gli investigatori accusano l’indagato di costrizione psicologica verso il piccolo: circostanza supportata da riscontri ottenuti dalle telefonate intercettate tra i due e da altro materiale probatorio. Prima della richiesta di giudizio immediato, il gip dispose anche un incidente probatorio, dove il minore confermò gran parte di quanto già denunciato in sede d'indagine. L'imputato ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari in virtù del tempo trascorso dai fatti e del comportamento tenuto durante le fasi del processo, ancora in corso. Quando fu arrestato, si difese a spada tratta, sostenendo di non aver mai toccato quel ragazzino.

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