Angri: la città piange la morte dell'Abate Alfonso Raiola

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Sarà la stessa collegiata a rendere l'ultimo saluto al suo custode per oltre 70 anni, l'unico Abate Don Alfonso Raiola, pezzo di Angri che è volato al cielo. Tanto lo sgomento ed un vuoto enorme nella comunità Angrese. Chi lo ha conosciuto in questi 70 anni di sacerdozio, sicuramente non dimenticherà la sua figura, la sua verve, il suo modo di essere prima un uomo e poi un sacerdote.

Il cuore del buon Don Alfonso Raiola ha smesso di battere alle 18,00 circa, del 25 aprile, giorno commemorativo della Liberazione d'Italia. Sacerdote di tutti, guardiano del Santo Protettore, era nato nel 1919, e nel 1943 aveva preso i voti. Per oltre 70 anni fino al 2006 aveva guidato la collegiata di San Giovanni Battista, lasciandola poi nelle mani di Don Enzo Leopoldo. Conoscitore delle antiche tradizioni locali, tanti sono passati davanti ai suoi occhi, milioni di persone che oggi rimpiangono la sua dipartita. La sua vita tutta dedicata alla sua missione sacerdotale, carismatica, fatta con tanto amore, quell'amore che ha saputo insegnare la parola di Dio ad una comunità di fedeli di cui è stato una grande guida spirituale.

Disse: "Sono un sacerdote che non potrà mai diventare un Papa..gallo". Oppure, quando attendeva affacciato a quella finestra, la statua dell'amato Patrono al rientro dei festeggiamenti "San Giovanni ti è piaciuta la festa?" Ora a pronunciare quella bella frase, scolpita nelle menti del popolo non ci sarà piu' l'amato Don Alfonso. Saranno tantissimi quelli che sabato 26 aprile alle ore 16.00 gli tributeranno l'ultimo saluto.

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