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Istruttore di basket indagato per molestie su allievo: emergono i primi dubbi

Due giorni fa è iniziato il processo a carico di un 26enne di Angri, accusato di molestie verso un minore di Scafati. La testimonianza del consulente e quelle degli zii della vittima in forte contrasto.

Emergono le prime crepe nel processo che vede imputato un 26enne giovane ex istruttore di pallacanestro, accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di 11 anni. Due giorni fa è partito ufficialmente il processo a suo carico, durante il quale il collegio dei giudici ha registrato la testimonianza dei primi tre testimoni. La prima, una psicologa, che aveva studiato i comportamenti e le reazioni della vittima durante la fase preliminare dell'inchiesta, dietro richiesta del gip Giovanna Pacifico. Dato importante: il consulente ha spiegato che il bimbo non soffre di traumi particolari, nè che vi sia la presenza di segni di abusi di tipo sessuale. I suoi problemi sarebbero riconducibili esclusivamente al carattere, presenti tra l'altro prima del contatto con quel ragazzo più grande. Dopo è toccato alla zia e allo zio del piccolo. La testimonianza del secondo, in particolare, è stata oggetto di un lungo contro esame da parte delle difese. Essendo l'uomo colui che materialmente presentò la denuncia per presunti abusi sessuali. L'uomo ha fornito elementi non acquisiti nella fase investigativa, spiegando di aver visto il 26enne in compagnia del piccolo, grazie anche ad alcuni pedinamenti. In un'occasione, li avrebbe visti anche con un binocolo, dall'auto, mentre i due si trovavano in un centro commerciale a Scafati. Lo zio ha parlato anche di un bacio, così come la zia, che ha raccontato dell'episodio all'esterno di una scuola. Durante il contro esame della difesa, tuttavia, sarebbero emersi diverse punti oscuri nel racconto del parente del piccolo. Tra questi, la circostanza di altri baci, mai emersi però in fase di denuncia

L'indagine si sviluppò alla fine del 2015, con la famiglia del minore - assistita dal legale Giuseppe Buongiorno - che denunciò quel maestro per violenza sessuale. Stando ad un racconto - in parte confermato anche durante un incidente probatorio in tribunale - il piccolo sarebbe finito al centro delle attenzioni "morbose" del suo istruttore, che oltre a mostrarsi gentile e affettuoso, lo avrebbe segiuto anche nel quotidiano. Gli avrebbe fatto diversi regali, per poi accompagnarlo a casa e aiutarlo nei compiti per la scuola.  Il 26enne è sospettato di aver poi stretto una "confidenza" più invasiva nei confronti del suo allievo, spingendosi a toccarlo nelle parti intime e a dargli poi anche un bacio, all’esterno di una scuola. Davanti al giudice, in virtù dell’applicazione dopo mesi dai fatti di una misura cautelare, quell’insegnante di basket si era però difeso. Spiegò che quel suo comportamento fosse riservato a tutti i ragazzini della squadra. Inoltre, anche quando avrebbe aiutato quel minore di Scafati con i compiti o nell’accompagnarlo a scuola, avrebbe avuto sempre il consenso dei genitori. Difeso dai legali Giovanni Palumbo e Giovanni Annunziata, il 26enne spiegò anche di aver lasciato volontairamente la squadra, una volta a conoscenza della denuncia a suo carico. La difesa ha nominato tre consulenti per la prossima udienza, dove saranno trascritte anche le intercettazioni registrate tra l'imputato e la presunta vittima 

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