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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Angri

Morì insieme ai gemellini che aveva in grembo: prescrizione in Appello per il ginecologo

Il medico dell'ospedale "Mauro Scarlato" di Scafati era stato condannato in primo grado per aborto colposo, ma assolto per il decesso della venticinquenne

La Corte d’Appello di Salerno ha dichiarato la prescrizione per il ginecologo dell’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati, il quale era stato condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per la morte di una ragazza di soli 25 anni, che portava in grembo due gemellini, per aborto colposo. Il medico era stato assolto per la morte di Maria Rosaria Ferraioli di Angri, così come altri quattro colleghi coinvolti nell’inchiesta. I giudici, inoltre, hanno respinto l’Appello delle parte civili revocando il pagamento della provvisionale disposto per l’imputato. 

Il dramma

Maria Rosaria Ferraioli, prima del suo arrivo in ospedale, era stata visitata dal suo ginecologo di fiducia, per un ascesso alla coscia destra. Ce l'aveva da circa un mese e mezzo. Secondo i consulenti medici dell’accusa, invece di una terapia antibiotica, le fu prescritta una pomata con impacco di camomilla. Dopo due giorni, con il dolore in aumento, la donna si recò a Scafati, in pronto soccorso. Qui, visto il suo stato di gravidanza, fu visitata da un ginecologo, che secondo le accuse valutò quell’ascesso come un problema da risolvere chirurgicamente. Ma senza pensare di svolgere dei controlli di tipo ginecologico sulla paziente, omettendo di controllare lo stato di salute dei due bimbi che la donna portava in grembo, attraverso un’ecografia o con altri esami. Da qui, la decisione di trasferire la donna in chirurgia, dove un medico chirurgo, dopo essersi consultato nuovamente con il ginecologo, che anche quella volta - secondo le accuse - diede l’ok per l’intervento, spinse il collega ad intervenire con un’incisione e successivo drenaggio. La situazione precipitò nella notte, quando Maria Rosaria fu colta da uno shock settico. Il taglio cesareo che le fu praticato risultò inutile. La ragazza morì insieme ai due figli che portava ancora in grembo. Di qui l’avvio dell’iter giudiziario che si è concluso con la prescrizione. 

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