Carico di otto tonnellate di sigarette di contrabbando ad Angri, confermate le condanne

I giudici della Corte Suprema hanno escluso vizi nell’iter della decisione verso due torresi, escludendo problemi relativi alla volontà degli imputati, alla illegalità della pena

La Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la sentenza di patteggiamento per due torresi, sotto accusa per il contrabbando di oltre otto tonnellate di sigarette ad Angri, imputati per violazione della legge sui monopoli con la pena di due anni e dieci mesi con 35mila euro di multa. I giudici della Corte Suprema hanno escluso vizi nell’iter della decisione, escludendo problemi relativi alla volontà degli imputati, alla illegalità della pena.

Il ricorso

Le difese puntavano sul riconoscimento delle attenuanti, ma i giudici di legittimità hanno relegato questo problema al merito della decisione, richiamando le eventualità per l’accoglimento del ricorso rispetto alla sentenze di patteggiamento. Il materiale individuato, con le bionde di contrabbando trovate nascoste e occultate tra il pesce trasportato lungo la rete autostradale, venne individuato dalla Guardia di Finanza di Nola. Gli uomini del reparto fermarono il carico seguendo la rotta proveniente dall’Est Europa, con l’individuazione del mezzo di trasporto culminata in un’operazione che interruppe l’operazione di smistamento, rinvenendo in particolare otto tonnellate equamente suddivise in quattro tonnellate di sigarette. I militari seguirono i mezzi coinvolti nell’operazione, con un autocarro recante insegna di prodotti ittici, carico di bionde occultate e altri mezzi nel ruolo di staffetta di copertura per favorire il passaggio senza incorrere in verifiche o controlli di sorta. Il blitz dei militari avvenne nella fase in cui la merce era in attesa di essere distribuita: nel corso dell’operazione, eseguita con spiegamento di forze, i militari in azione perquisirono un autoarticolato, con targa bulgara, scoprendo l’enorme partita di tabacchi lavorati esteri. Il mezzo in questione, seguito e monitorato lungo il percorso che lo avrebbe condotto fino ad Angri. All’apertura del cassone c’erano le sigarette, per la precisione quantificate in 365mila pacchetti di “bionde”, per un peso complessivo di otto tonnellate. 

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